Il Presidente Battistelli e l’Assessore Cavallucci
Con una conferenza stampa, è stata presentata la 9 edizione della Marcia delle 8 porte di Assisi, organizzata dall’ASD Assisi Runners. Si tratta di un percorso cittadino di 7 km, in notturna (si parte alle ore 20) in cui i podisti gareggeranno su di un tracciato che collega tutte e 8 le porte urbiche della città medioevale. Alla presenza dell’Assessore Veronica Cavallucci, delegata allo Sport per il Comune di Assisi, l’atleta Fabio Battistelli, Presidente della squadra podistica organizzatrice ha illustrato il percorso, la logistica, le novità di questa edizione, ricordando e ringraziando il supporto di volontari, sponsor e molte associazioni del territorio.
L’Assessore Cavallucci, oltre a portare il saluto di tutta l’amministrazione, ha ringraziato il Direttivo Assisi Runners per lo sforzo encomiabile nell’organizzare una gara sportiva di grande rilievo.
Organizzata come ogni anno il primo sabato di Settembre, la gara è diventata negli anni un punto di riferimento per appassionati runners di tutta Italia, che ritornano con piacere ad Assisi. Attualmente risultano iscritti circa 100 podisti, me c’è tempo per iscriversi fino a giovedì 1 Settembre sul portale icron.
PROGRAMMA DELLA GARA AGONISTICA E NON COMPETITIVA SABATO 03/09 – PIAZZA DEL COMUNE – ASSISI 18,00 RITROVO CONCORRENTI, RITIRO PETTORALI E CHIP 19,30 TERMINE ISCRIZIONE SINGOLI ATLETI, PASSEGGIATA IN ROSA 20,00 PARTENZA GARA PODISTICA COMPETITIVA E NON COMPETITVA 21,00 RISTORO FINALE 22,00 PREMIAZIONI
L’edizione XLII del Palio di San Rufino, organizzato come ogni anno l’ultima settimana di Agosto dalla Compagnia dei Balestrieri di Assisi, è stato vinto dal Terziere San Francesco, che grazie ai suoi 13 balestrieri, hanno totalizzato un miglior punteggio complessivo mirando sul bersaglio posto a 36 metri.
Al secondo posto il Terziere San Rufino, mentre terzi classificati il terziere Divine Marie.
Per la gara singola, in cui oltre 40 balestrieri lanciano le loro verrette su di un solo bersaglio (denominato tasso, dall’essenza del legno in cui è fabbricato) ha avuto la meglio il Balestriere Luciano Simonelli (Divine Marie), seguito da Claudio Piermaria (San Francesco) e Fabio Martellini (San Rufino).
Una manifestazione a lustro e vanto della città di Assisi, composta da altre 150 persone, tra balestrieri, corteo storico, gruppo danza, musici, sbandieratori e tamburini, sotto la guida del Presidente della Compagnia Claudio Mancinelli.
Dal 21 e fino al 28 di Agosto, le strade e le piazze di Assisi sono state animate dai mercatini realizzati e allestiti dagli amici della Compagnia dei Balestrieri, con prodotti locali, tessuti, oggettistica di pelle, ecc. Inoltre la sera i ragazzi della Compagnia hanno allietato le piazze piene di turisti con canti e spettacoli di danza con il fuoco.
Il Palio quest’anno è stato dipinto dall’artista Silvia Balducci, mentre il tasso (che verrà dato in dono al Balestriere che lo ha centrato) dall’artista Silvia Fugnoli, entrambe di Assisi.
Francesco, va e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina.
Con queste parole il Crocifisso esorta Francesco a “ricostruire” la casa di Dio, espressione che subito il poverello di Assisi seguirà alla lettera improvvisandosi dapprima novello muratore e diventando nel tempo infaticabile costruttore di pace. L’episodio ci viene raccontato da san Bonaventura, attraverso la sua Leggenda maior, una delle prime biografie su Francesco che documenta la sua straordinaria vita. Una esortazione – quella del Crocifisso – che verrà presa alla lettera anche a distanza di otto secoli, all’indomani di quel disastroso terremoto del 26 settembre 1997 che ha ferito l’Umbria e le Marche ed ha portato morte e distruzione. Ad Assisi il terremoto ha colpito uno dei maggiori centri d’arte mondiali, un faro per la cristianità occidentale: la Basilica Patriarcale di San Francesco “caput et mater” del francescanesimo. Superato il momento dell’emozione e dello stupore iniziale, a seguito del grande risalto mediatico dell’evento catastrofico, documentato da una ripresa fortuita del crollo delle vele dall’interno; la sfida che si presentava ai frati, ai tecnici, agli studiosi e al mondo intero era quella di recuperare l’intero complesso basilicale, assurto come simbolo di una ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale ed economica di una intera regione ferita dal terremoto. La sfida per il salvataggio dell’intera Basilica è stata vinta – egregiamente – in due anni di intenso lavoro, addirittura con un mese di anticipo rispetto ai tempi previsti, avvenuta con la solenne riapertura il 28 novembre 1999. Una delicata e complessa opera di recupero strutturale oggi visibile e ben documentata da una pregevole pubblicazione dal titolo “Fratello terremoto, Il Salvataggio, il Restauro architettonico e il Consolidamento della Basilica Patriarcale di San Francesco in Assisi”, per i tipi delle Edizioni PRE progetti di Roma a cura dell’arch. Costantino Centroni, Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria (Soprintendente all’epoca del terremoto) e del Prof. arch. Paolo Rocchi, Docente di consolidamento degli edifici storici alla Università di Roma “La Sapienza”. Interessante fin dal titolo in cui il sostantivo maschile “fratello”, associato ad un evento catastrofico come il terremoto, rientra pienamente in quella visione francescana in cui l’essere umano è un tutt’uno con la Natura e della Natura giocoforza fa parte. Attualmente l’esperienza di restauro realizzata ad Assisi attesta il meglio del meglio nel campo del recupero architettonico; attraverso il libro che consta di oltre 460 pagine e delle migliaia di documenti tra verbali, relazioni tecniche, foto e disegni che compongono il prezioso archivio del cantiere, disponiamo oggi di un completo campionario di interventi che in questi due anni hanno impegnato l’intero complesso francescano. Il “modello Assisi” quindi diventa tavolo di confronto/studio e di proposta, per le generazioni future impegnate nel difficile processo di recupero edilizio, in un territorio come quello italiano, depositario di un patrimonio edilizio-monumentale senza eguali. Un lavoro attento che presuppone un restauro scientifico e filologico dell’intero complesso, sulla scorta degli insegnamenti di Cesare Brandi, e dapprima del Boito, che attraverso la Carta del Restauro impongono una lettura a 360° della struttura prima di qualsiasi intervento e quindi una anamnesi ed uno studio ragionato a partire dai materiali, conoscenza delle varie fasi di costruzione nel tempo, dei meccanismi statici delle strutture e del comportamento dinamico a seguito di terremoti o eventi naturali. Ecco quindi che un libro di siffatta maniera diventa testimone di tutte le complesse fasi del recupero programmate fin dall’inizio, attivando la complessa macchina dei soccorsi e approntando le prime opere di messa in sicurezza dell’edificio. Successivamente è seguita una fase di verifica dei danni alle vetrate, ai pilastri, alle murature ed alle volte; un controllo accurato degli intonaci e dei dipinti a cui è seguita la fase degli interventi definitivi con interventi strutturali sulle murature. Sono stati restaurati oltre 5000 metri quadri di affreschi, ricollocate le figure dei santi Rufino e Vittorino ricomposti attraverso un attento esame degli oltre 120000 frammenti che hanno impegnato tecnici e volontari in un immenso puzzle (che purtroppo non dava garanzie di completamento) tanto da coniare l’espressione oramai conosciuta del Cantiere dell’Utopia. Una “utopia concreta” tanto più che da poco è stato ricollocato anche quel che resta delle vela di san Matteo attribuita al Cimabue e gran parte della vela stellata. Una azione corale realizzata grazie al lavoro di quanti tra restauratori, tecnici, progettisti e maestranze che insieme agli enti, alle istituzioni ed alla comunità francescana hanno cooperato in un progetto comune. Vista la complessità e l’importanza di un progetto del genere si è resa necessaria una collaborazione multidisciplinare investendo le migliori competenze del mondo accademico e tecnico-professionale, oltre a richiedere maestranze e ditte altamente qualificate. Per l’occasione sono state adottate scelte progettuali innovative, interventi studiati ad hoc, materiali avveniristici e altamente tecnologici di nuova concezione come tiranti con molle ancorate agli arconi, placche in fibre aramidiche e resine epossidiche, leghe a memoria di forma e malte leganti speciali. Grazie alla partecipazione di tecnici ed ingegneri, e con l’ausilio di appropriati programmi di calcolo è stato possibile capire, in un certo qual modo, il motivo del crollo delle volte superiori gravato dall’accumulo durante i secoli del materiale di scarto che ha provocato un effetto “catino” ampliando le oscillazioni della massa sommitale di materiale sciolto. Si è avuto modo di analizzare l’evento sismico umbro-marchigiano in particolare la scossa delle 11,42 di quel tragico 26 settembre ‘97 che ha recato maggiori danni: il crollo di due porzioni distinte della volta, la prima all’incrocio tra la navata ed il transetto, l’altra in prossimità della facciata principale (ingresso basilica superiore).Un cantiere in fermento per quasi due anni dove tutto è stato registrato e documentato in presa diretta come lo spettacolare intervento dei VV.FF. per “l’ingabbiamento” del timpano sinistro, l’organizzazione e la gestione del cantiere, il gruppo tecnico costretto a lavorare nel sottotetto passando per la passerella attraverso l’occhio del timpano sovrastante il rosone della facciata principale. Il libro non tralascia di certo l’aspetto storico e artistico dell’intera Basilica di San Francesco, anzi propone un interessante percorso per conoscere maggiormente la nascita e la crescita del movimento francescano fino ai giorni nostri oltre a documentare il lettore delle varie fasi costruttive della chiesa, del convento, del salone papale e della piazza inferiore. Un prezioso testimone di ciò che l’uomo moderno ha saputo recuperare e preservare dall’azione di un fratello terremoto.
Recensione dell’ing. Alessandro Piobbico
FRATELLO TERREMOTO Il Salvataggio, il Restauro architettonico e il Consolidamento della Basilica Patriarcale di San Francesco in Assisi. Edizioni PRE progetti a cura di Costantino Centroni e Paolo Rocchi Roma – Dicembre 2005 460 pagg. illustrazioni a colori Senza indicazione prezzo
Patto Civico (Assisi Domani e Assisi Civica) esprime immensa soddisfazione per l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del disegno di legge per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Si tratta di un risultato importante e alla vigilia quasi insperato vista la situazione politica e le Camere sciolte per il prossimo voto nazionale.
Si tratta di un risultato storico per la città di Assisi che si avvia a vivere una ricorrenza significativa per la comunità religiosa e per la comunità laica.
È doveroso ringraziare il nostro sindaco Stefania Proietti che con generosità e caparbietà si è impegnata in un’opera di sensibilizzazione presso tutte le forze politiche del Parlamento per riuscire a portare a casa il provvedimento legislativo. Un ringraziamento altrettanto doveroso a tutti i parlamentari che, al di là dell’appartenenza, hanno dimostrato responsabilità politica nell’abbracciare la causa del nostro serafico Santo, nel comprendere che la figura ed i valori di pace e fraternità espressi da San Francesco appartengono al mondo, sono un patrimonio di tutti e che Assisi ha il dovere di custodirli e trasmetterli.