L’energia nucleare quale volano nella transizione energetica

Risorse, competenze e sicurezza sulle energie nucleari per la transizione ecologica. Non solo mini reattori modulari e fissione, per l’Unione europea è arrivato il “momento giusto” per iniziare a discutere di una strategia in materia di fusione nucleare. “Si tratta di una nuova fonte di energia priva di carbonio, con il potenziale per diventare una parte potente del futuro mix energetico europeo”, di questo se ne è parlato al XXIV Congresso Nazionale CIRIAF, l’11 e 12 Aprile 2024 a Perugia, organizzato dal Centro Internuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento e sull’Ambiente “Mauro Felli” dell’Università degli Studi di Perugia. Aprendo l’incontro tra esperti dedicato all’energia da fusione nucleare quale volano per la transizione ecolaogica, si è fatto il punto sulla ricerca e prospettiva che vede l’Europa come un “ruolo di leader” in questo settore.

Un piano a cui guardano con attenzione anche i Paesi membri, a partire dalla Francia per arrivare all’Italia. Caduto ormai ogni tabù sul cosiddetto nucleare di ‘quarta generazione’ dei mini reattori, Bruxelles guarda all’energia pulita prodotta tramite fusione, che in sostanza replica il processo che alimenta il sole e le stelle sfruttando l’energia rilasciata quando due atomi si uniscono.

Al contrario della fissione – in cui gli atomi vengono ‘spezzati’ e con cui già vengono alimentare le centrali – il processo di fusione è difficile da replicare in maniera artificiale e la ricerca va finanziata. Servirà allora uno “stretto dialogo con le autorità di regolamentazione per garantire un elevato livello di sicurezza degli impianti di fusione e per rendere il contesto normativo più prevedibile per sviluppatori e operatori”, delineando i pilastri della futura strategia che arriverà sul tavolo della prossima Commissione europea.

Fissione e Fusione nucleare

Il focus è anche sulle competenze nel settore e sulle risorse, in particolare quelle private. E la parola d’ordine sarà la cooperazione internazionale: l’Ue già fa parte con Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Usa del progetto Iter – tra i più ambiziosi al mondo – per il quale ha stanziato 5,61 miliardi di euro fino al 2027 per dimostrare la “fattibilità scientifica e tecnologica” della fusione come futura fonte di energia. Il passo successivo sarà modellare una centrale elettrica a fusione e produrre elettricità. Non solo Bruxelles, anche diverse capitali tra i Ventisette stanno manifestando interesse a sviluppare i propri impianti.

“Dalla fusione può arrivare un grande contribuito alla decarbonizzazione, è una tecnologia cruciale”, ha evidenziato il prof. ing. Marco Enrico Ricotti, Ordinario di Impianti nucleari al Politecnico di Milano. Il rinato interesse per l’atomo di ultima generazione da parte dell’Italia è stato ribadito anche dall’Ing. Stefano Monti, Presidente Italian Nuclear Association & European Nuclear Society.

Si sta facendo molto anche per il nucleare, che rappresenta una energia pulita. Anche qui serve ricerca per combattere il cambiamento climatico.

Alessandro Piobbico

Transizione scuola-lavoro ancora difficile, un progetto coinvolge aule e imprese

Il 30% degli studenti in uscita dalle superiori sperimenterà difficoltà nella transizione scuola-lavoro fino al 2030.
In particolare, gli studenti in uscita dagli istituti professionali registreranno la percentuale di ‘mismatch’ più alta (+94%). Sono i dati che emergono dallo studio EY ‘Transizioni scuola-lavorò che approfondisce le caratteristiche della transizione scuola-lavoro in Italia e l’importanza dello sviluppo delle competenze legate all’imprenditorialità.
Lo studio evidenzia la rilevanza di un orientamento scolastico e professionale efficace, di un allineamento del sistema educativo alle esigenze del mercato del lavoro e di interventi specifici per colmare lo skill mismatch e migliorare la corrispondenza tra domanda e offerta lavorativa. Grazie al modello predittivo sviluppato da EY, per ridurre lo skill mismatch risulta fondamentale consolidare le competenze sociali ed emotive (prosocialità, stabilità emotiva e resilienza), che corrispondono a quelle più ricercate dalle imprese, in quanto permetteranno di diminuire l’indice di mismatch generale (la prosocialità del 22% e la stabilità emotiva del 15%).

Per favorire la creazione di un ponte tra le aule e l’imprenditoria, nasce il Programma UPSHIFT for Youth sviluppato dall’UNICEF e Junior Achievement Italia, (candidata al Premio Nobel per la Pace 2022, 2023 e 2024) che a partire da quest’anno e per i prossimi tre anni vedrà il prezioso coinvolgimento di EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza, e EY Foundation Ente Filantropico del Terzo Settore.

‘La partnership duratura con UNICEF ci consente di rispondere insieme e con sempre più impatto alle disuguaglianze educative e all’inclusione lavorativa di molti giovani studentesse e studenti inseriti nelle nostre scuole a indirizzo tecnico. Grazie alla nuova collaborazione con EY e la sua fondazione porteremo modelli didattici collaudati nei territori creando ecosistemi educativi – imprenditoriali con imprese locali – ha detto Miriam Cresta, CEO di JA Italia ETS -. Superare il divario fra le competenze richieste dalle aziende e la preparazione di ragazzi e ragazze che completano il loro percorso scolastico è fondamentale per diminuire il tasso di disoccupazione e garantire la crescita e la competitività del sistema produttivo italiano, ma richiede la sinergia fra terzo settore, mondo delle aziende, scuole, istituzioni: siamo per questo molto felici di vedere che l’insieme di realtà che sostengono il progetto UPSHIFT si allarga sempre più, andando in questa direzione e dando vita anche a momenti di dialogo e scambio di best practicè.

Il mercato del lavoro in Italia oggi è soggetto a una profonda trasformazione, che sarà accelerata nei prossimi anni dalla diffusione di soluzioni tecnologiche basate sull’IA e sulla robotica avanzata nei processi aziendali. Le aziende cercano profili sempre più complessi, già formati o da formare, ma i giovani fanno sempre più fatica ad inserirsi in modo stabile e qualificato nel mercato del lavoro. La risposta sta nel consentire ai nostri ragazzi di uscire dalla scuola con un bagaglio di competenze articolato, che combini una buona preparazione tecnica a competenze sociali ed emotive: solo così potranno affrontare con successo la transizione tra scuola e lavoro, che è uno dei momenti più delicati della vita. E bisogna dare questa opportunità a tuttì.

‘Il programma UPSHIFT si distingue per il suo impegno nell’ascoltare e valorizzare le opinioni degli studenti riguardo le sfide che li toccano più da vicino, e nell’offrire loro una piattaforma per proporre soluzioni innovative e concrete. Queste idee – ha spiegato Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore risposta in Italia, Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale -contribuiscono a guidare le decisioni su temi fondamentali come le competenze necessarie a crescere come individui e professionisti. La collaborazione, avviata sei anni fa con JA Italia, si arricchisce ora della partnership strategica con EY e con la Fondazione EY. Finora, il programma ha coinvolto circa 6.000 giovani, ottenendo risultati concreti nello sviluppo delle loro competenze e nell’affrontare con successo le sfide legate all’orientamento professionale, alla partecipazione attiva e all’inclusione sociale. Da oggi apriamo un nuovo capitolo che ci permetterà di rafforzare e valorizzare le collaborazioni con enti locali essenziali per facilitare il passaggio degli adolescenti dal mondo della scuola a quello del lavorò.

UPSHIFT è il programma dell’UNICEF per lo sviluppo delle competenze del XXI secolo ed educazione all’imprenditorialità, con l’obiettivo di facilitare l’orientamento nella scelta dei percorsi di studio, la cittadinanza attiva e la futura occupabilità di adolescenti e giovani, in particolar modo in situazioni di svantaggio. Già implementato in 46 Paesi, in Italia è stato introdotto dal 2018 in partenariato con Junior Achievement. Sotto il quadro della Garanzia europea per l’infanzia, il modello è attualmente realizzato all’interno del sistema di educazione formale, attraverso un Protocollo d’Intesa tra l’UNICEF e il Ministero dell’istruzione e del merito e in collaborazione con cinque Uffici Scolastici Regionali. Le scuole coinvolte sono selezionate tramite indicatori indiretti di svantaggio, tra cui il tasso di dispersione scolastica, la percentuale di studenti con background migratorio e i risultati Invalsi. La sperimentazione in Italia gode inoltre della collaborazione con l’INDIRE, con l’intento di documentare il modello tra le idee di didattica innovativa del Movimento delle Avanguardie Educative.

Il programma è gratuito, riconosciuto ai fini dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) e inseribile anche nel programma di Educazione civica. Articolato in due annualità scolastiche per le scuole secondarie di II grado, il percorso nasce con l’obiettivo di migliorare l’offerta formativa per gli studenti (target 15-18 anni), promuovendo creatività, imprenditorialità e l’acquisizione di competenze di vita spendibili nel futuro e proposte con un’alta componente esperienziale, anche attraverso la partecipazione di mentor aziendali.

Convegno su IA ad Assisi (16/09/23)

Presso la Sala Stampa del Sacro Convento di San Francesco in Assisi il 16 Settembre 2023 dalle ore 09:30 ci sarà il Convegno: Troppo umano? L’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, organizzato da: Associazione Articolo21 “Liberi di”.

Di Intelligenza artificiale, se ne parla da molto e fa parte delle nostre vite da un po’. Letteratura e cinema hanno, in diversi modi, raccontato le macchine “pensanti. Macchine che oggi sono realtà: gli assistenti vocali sono la forma più diffusa di AI nella vita quotidiana.
Oggi questa tecnologia è al centro del dibattito, con una attenzione a ChatGPT. Si tratta di un chatbot basato su intelligenza artificiale e apprendimento automatico sviluppato da OpenAI specializzato nella conversazione con un utente umano.

Relatori:

Alessio Jacona, giornalista

Mino Lorusso, giornalista, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

Alessandro Picchiarelli, sacerdote Diocesi di Assisi

Gabriele Giacomini, ricercatore

L’Intelligenza Artificiale sale in cattedra

Intervista semiseria con Bard, l’Intelligenza Artificiale di una nota azienda di tecnologia americana, in modalità Chat che prevede domande e risposte.

(Alessandro) Ciao Bard, mi dicono che sei una Intelligenza Artificiale; che vuol dire?

(Bard) Ciao! Sono Bard, un grande modello linguistico creato da Google AI. Sono addestrato su un enorme set di dati di testo e codice, e sono in grado di comunicare e generare testo simile a quello umano in risposta a un’ampia gamma di richieste e domande. Ad esempio, posso fornire riassunti di argomenti concreti o creare storie.

Sono ancora in fase di sviluppo, ma ho imparato a svolgere molti tipi di attività, tra cui:

  • Usare le mie conoscenze per rispondere alle tue domande in modo completo e informativo, anche se sono aperte, impegnative o strane.
  • Seguire le tue istruzioni e completare le tue richieste con attenzione.
  • Generare diversi formati di testo creativi, come poesie, codice, script, brani musicali, e-mail, lettere, ecc.

Farò del mio meglio per soddisfare tutte le tue esigenze.
Sono entusiasta di vedere cosa posso fare in futuro!

(Alessandro) Allora proviamo. Ti chiedo: quale può essere l’aiuto di una intelligenza artificiale nella Scuola?

(Bard) L’intelligenza artificiale (AI) può essere utilizzata per aiutare gli studenti in molti modi diversi. Ad esempio, l’AI può essere utilizzata per:

  • Personalizzare l’apprendimento: l’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento di ogni studente in base ai suoi interessi e alle sue esigenze. Ciò può essere fatto fornendo agli studenti contenuti diversi, attività e feedback.
  • Fornire feedback in tempo reale: l’AI può essere utilizzata per fornire agli studenti feedback in tempo reale sul loro lavoro. Ciò può aiutare gli studenti a identificare i loro errori e a correggerli rapidamente.
  • Monitorare i progressi degli studenti: l’AI può essere utilizzata per monitorare i progressi degli studenti nel tempo. Ciò può aiutare gli insegnanti a identificare gli studenti che hanno bisogno di ulteriore assistenza e a fornire loro il supporto di cui hanno bisogno.
  • Creare ambienti di apprendimento più coinvolgenti: l’AI può essere utilizzata per creare ambienti di apprendimento più coinvolgenti per gli studenti. Ciò può essere fatto utilizzando giochi, simulazioni e altre attività interattive.
  • Automatizzare le attività di routine: l’AI può essere utilizzata per automatizzare le attività di routine degli insegnanti, come la correzione dei compiti e la valutazione degli esami. Ciò può liberare tempo agli insegnanti per concentrarsi su attività più importanti, come l’interazione con gli studenti e lo sviluppo di nuovi materiali didattici.

L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e rendere l’apprendimento più efficace, efficiente e coinvolgente per tutti gli studenti.

(Alessandro) Interessante. Mi spieghi meglio cosa intendi riguardo al primo punto, magari con un esempio?

(Bard) Certo. L’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento di ogni studente in base ai suoi interessi e alle sue esigenze. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere in grado di identificare le aree in cui uno studente sta lottando e fornire contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutarlo a migliorare. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per monitorare i progressi degli studenti nel tempo e fornire feedback personalizzato per aiutarli a rimanere sulla buona strada.

Ecco un esempio concreto di come l’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento:

Un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per aiutare gli studenti a imparare una nuova lingua. L’applicazione potrebbe iniziare identificando le parole e le frasi che lo studente conosce già. Quindi, l’applicazione potrebbe fornire contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutare lo studente a imparare nuove parole e frasi. L’applicazione potrebbe anche monitorare i progressi dello studente nel tempo e fornire feedback personalizzato per aiutarlo a rimanere sulla buona strada.

L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e rendere l’apprendimento più efficace, efficiente e coinvolgente per tutti gli studenti.


(Alessandro) Grazie per l’esempio riguardo l’imparare nuove lingue. E nel campo della scienza cosa si potrebbe fare?

(Bard) L’intelligenza artificiale (AI) ha il potenziale per rivoluzionare il campo della scienza in molti modi diversi. Ad esempio, l’AI può essere utilizzata per:

Automatizzare le attività di routine: l’AI può essere utilizzata per automatizzare le attività di routine degli scienziati, come la ricerca di informazioni, l’analisi dei dati e la generazione di report. Ciò può liberare tempo agli scienziati per concentrarsi su attività più importanti, come la formulazione di nuove ipotesi e la conduzione di esperimenti.
Identificare modelli e tendenze: l’AI può essere utilizzata per identificare modelli e tendenze nei dati che potrebbero essere difficili da identificare per gli esseri umani. Ciò può aiutare gli scienziati a comprendere meglio il mondo che li circonda e a sviluppare nuove teorie e tecnologie.
Generare ipotesi: l’AI può essere utilizzata per generare ipotesi che potrebbero essere difficili da immaginare per gli esseri umani. Ciò può aiutare gli scienziati a pensare fuori dagli schemi e a sviluppare nuove idee innovative.
Condurre esperimenti: l’AI può essere utilizzata per condurre esperimenti in modo più rapido e preciso di quanto potrebbero farlo gli esseri umani. Ciò può aiutare gli scienziati a raccogliere più dati e a identificare le cause e gli effetti più rapidamente.
Sviluppare nuove tecnologie: l’AI può essere utilizzata per sviluppare nuove tecnologie che potrebbero migliorare la vita di tutti. Ad esempio, l’AI può essere utilizzata per sviluppare nuovi farmaci, nuovi trattamenti medici e nuove tecnologie energetiche.
L’AI ha il potenziale per rivoluzionare il campo della scienza e migliorare la vita di tutti. (ripetizione scritta poco sopra!)


(Alessandro) Grazie, ma io intendevo nel mondo della Scuola: in classe con alunni, insegnanti, ecc

(Bard) Certo, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata in molti modi diversi nel mondo della scuola. Ecco alcuni esempi:

  • Personalizzazione dell’apprendimento: l’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento di ogni studente in base ai suoi interessi e alle sue esigenze. Ciò può essere fatto fornendo agli studenti contenuti diversi, attività e feedback. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere in grado di identificare le aree in cui uno studente sta lottando e fornire contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutarlo a migliorare. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per monitorare i progressi degli studenti nel tempo e fornire feedback personalizzato per aiutarli a rimanere sulla buona strada.
  • Fornitura di feedback in tempo reale: l’AI può essere utilizzata per fornire agli studenti feedback in tempo reale sul loro lavoro. Ciò può aiutare gli studenti a identificare i loro errori e a correggerli rapidamente. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere in grado di identificare gli errori grammaticali e ortografici in un testo scritto dagli studenti. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per fornire feedback sullo stile di scrittura degli studenti, come la chiarezza, la concisione e l’efficacia.
  • Monitoraggio dei progressi degli studenti: l’AI può essere utilizzata per monitorare i progressi degli studenti nel tempo. Ciò può aiutare gli insegnanti a identificare gli studenti che hanno bisogno di ulteriore assistenza e a fornire loro il supporto di cui hanno bisogno. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere in grado di tracciare i voti degli studenti, i risultati dei test e la partecipazione in classe. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per identificare i modelli di apprendimento degli studenti, come gli stili di apprendimento e le preferenze.
  • Creazione di ambienti di apprendimento più coinvolgenti: l’AI può essere utilizzata per creare ambienti di apprendimento più coinvolgenti per gli studenti. Ciò può essere fatto utilizzando giochi, simulazioni e altre attività interattive. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per creare un gioco in cui gli studenti possono imparare le basi della matematica. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per creare simulazioni in cui gli studenti possono sperimentare diversi scenari e prendere decisioni.
  • Automatizzazione delle attività di routine: l’AI può essere utilizzata per automatizzare le attività di routine degli insegnanti, come la correzione dei compiti e la valutazione degli esami. Ciò può liberare tempo agli insegnanti per concentrarsi su attività più importanti, come l’interazione con gli studenti e lo sviluppo di nuovi materiali didattici. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per correggere automaticamente i compiti degli studenti in base a un set di regole predefinito. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per valutare automaticamente gli esami degli studenti in base a un set di criteri predefinito.

L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e rendere l’apprendimento più efficace, efficiente e coinvolgente per tutti gli studenti. (ancora ripetizione, sic!)

(Alessandro) Mi potresti offrire un esempio numerico?

(Bard) Certo, ecco un esempio numerico di come l’intelligenza artificiale (AI) può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento.

Un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per identificare le aree in cui uno studente sta lottando in matematica. L’applicazione potrebbe quindi fornire contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutare lo studente a migliorare in quelle aree. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di matematica di difficoltà crescente, in modo che possa sfidarsi senza essere sopraffatto. L’applicazione potrebbe anche fornire allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente.

Un’analisi di impatto condotta da un’università americana ha rilevato che gli studenti che hanno utilizzato un’applicazione AI per personalizzare il loro apprendimento hanno migliorato i loro voti in matematica del 10%. L’analisi ha anche rilevato che gli studenti che hanno utilizzato l’applicazione AI hanno riferito di sentirsi più motivati e coinvolti nell’apprendimento della matematica.

Questo è solo un esempio di come l’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento e migliorare i risultati degli studenti. L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e rendere l’apprendimento più efficace, efficiente e coinvolgente per tutti gli studenti.


(Alessandro) Io chiedevo un esempio con formule e numeri

(Bard) Certo. Ecco un esempio di come l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento in matematica.

Supponiamo che uno studente stia lottando con il concetto di equazioni lineari. Un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per identificare le aree in cui lo studente sta lottando. L’applicazione potrebbe quindi fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutarlo a migliorare in quelle aree. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di equazioni lineari di difficoltà crescente, in modo che possa sfidarsi senza essere sopraffatto. L’applicazione potrebbe anche fornire allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente.

Ecco un esempio di un problema di equazioni lineari che l’applicazione potrebbe fornire allo studente:

2x + 5y = 10
Lo studente potrebbe quindi usare l’applicazione per risolvere l’equazione. L’applicazione fornirà allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente

Se lo studente fatica a risolvere l’equazione, l’applicazione potrebbe fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento più semplici. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente una spiegazione del concetto di equazioni lineari o potrebbe fornire allo studente problemi di equazioni lineari più facili.

Se lo studente è in grado di risolvere l’equazione, l’applicazione potrebbe fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento più impegnativi. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di equazioni lineari più difficili o potrebbe fornire allo studente problemi di equazioni lineari che richiedono l’uso di più equazioni.

L’applicazione AI continuerebbe a personalizzare l’apprendimento dello studente in base alle sue esigenze. L’applicazione fornirebbe allo studente contenuti e attività di apprendimento sempre più impegnativi, in modo che lo studente possa continuare a imparare e crescere.


(Alessandro) Grazie, e magari un esempio con formule e numeri nella materia Fisica?

(Bard) Certo, ecco un esempio di come l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento in fisica.

Supponiamo che uno studente stia lottando con il concetto di energia cinetica. Un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per identificare le aree in cui lo studente sta lottando. L’applicazione potrebbe quindi fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutarlo a migliorare in quelle aree. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di energia cinetica di difficoltà crescente, in modo che possa sfidarsi senza essere sopraffatto. L’applicazione potrebbe anche fornire allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente.

Ecco un esempio di un problema di energia cinetica che l’applicazione potrebbe fornire allo studente:

Un oggetto di massa 10 kg viaggia a una velocità di 20 m/s. Qual è la sua energia cinetica?
Lo studente potrebbe quindi usare l’applicazione per risolvere il problema. L’applicazione fornirà allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente.

Se lo studente fatica a risolvere il problema, l’applicazione potrebbe fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento più semplici. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente una spiegazione del concetto di energia cinetica o potrebbe fornire allo studente problemi di energia cinetica più facili.

Se lo studente è in grado di risolvere il problema, l’applicazione potrebbe fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento più impegnativi. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di energia cinetica più difficili o potrebbe fornire allo studente problemi di energia cinetica che richiedono l’uso di più equazioni.

L’applicazione AI continuerebbe a personalizzare l’apprendimento dello studente in base alle sue esigenze. L’applicazione fornirebbe allo studente contenuti e attività di apprendimento sempre più impegnativi, in modo che lo studente possa continuare a imparare e crescere.

Spero che questo esempio sia utile


(Alessandro) Grazie! Proprio queste cose le insegno anche io in classe. E allora, per concludere, il risultato di questo esercizio, quanto viene?

(Bard) Certo, posso aiutarti con questo.

L’energia cinetica di un oggetto è data dalla formula:

KE = 1/2mv^2
dove:

KE è l’energia cinetica dell’oggetto in joule
m è la massa dell’oggetto in chilogrammi
v è la velocità dell’oggetto in metri al secondo
Nel tuo esempio, la massa dell’oggetto è di 10 kg e la velocità è di 20 m/s. Quindi, l’energia cinetica dell’oggetto è:

KE = 1/2(10 kg)(20 m/s)^2 = 2000 J
Quindi, la risposta è 2000 J.

(Alessandro) Grazie, perfetto!

(Bard) Prego. Spero di essere stato utile.

La Matematica come medicina. Forse, anzi; perché no?

La Matematica come ossessione

Platone fu tra i primi a ipotizzare che gli esseri umani abbiano innate capacità matematiche. Ne dialogo Menone, con una serie di semplici domande, Socrate aiuta un ragazzo non istruito a enunciare il Teorema di Pitagora. Socrate realizza che il ragazzo aveva sempre avuto una conoscenza innata del teorema e le domande lo avevano aiutato a esprimerla. Questo è il cosidetto “metodo socratico“, che va sotto il nome di maiuetica.

Ma se i problemi matematici (e la loro comprensione/risoluzione) permettesse di migliorare la fiducia in se stessi?
Quella che viene definita “ansia per la matematica” o “ansia dei numeri” non è solo una paranoia di studenti e genitori, ma è stata oggetto di studio e ricerca da diversi decenni di matematici e neurologici, ma anche di chi si occupa di didattica.

Da una parte l’esperienza insegna che la matematica crea frustrazione; gli insegnanti di matematica sono i più “odiati”, o semplicemente temuti; dall’altra, in ambito scientifico sembra ampiamente accettato che le scarse prestazioni matematiche compromettono la fiducia in se stessi e l’autostima. Vi sono anche studi che hanno trovato prove di una relazione tra genere sessuale e ansia per la matematica, con il genere femminile che tende a segnalare livelli di ansia più elevati rispetto ai maschi. Anche la genetica, l’età e la cultura possono essere associate all’ansia per la matematica, comunque in questi ultimi decenni si registra un aumento di ingressi del genere femminile nelle facoltà scientifiche.

I ricercatori concordano sulla necessità di interventi volti a ridurre l’ansia per la matematica e migliorare le prestazioni degli studenti e delle studentesse in matematica.

Alcuni studi di ricerca, infine, hanno dimostrato che i bambini con autismo mostrano modelli unici di attivazione cerebrale quando sono impegnati a risolvere problemi matematici.

Nel Giugno 2022, in occasione del Simposio internazionale sull’Educazione IAFOR di Parigi , si è cercato di analizzare il possibile effetto terapeutico dell’impegnarsi in problemi matematici ben concepiti per migliorare la fiducia in se stessi, specialmente in adolescenti o adulti che soffrono di disturbi mentali. Una sorta di matematico-terapia dedicata allo sviluppo di buone pratiche per insegnare e apprendere efficacemente la matematica, incoraggiando il problem solving e le attitudini personali. Tanto per fare un esempio concreto, il lavoro di squadra nella competizione Matematica senza frontiere offre l’esempio di quesiti matematici pratici, ben posti, alla portata di tutti, che coinvolgono il lavoro di squadra.

L’idea è quindi spostare l’obiettivo dal miglioramento delle prestazioni in matematica al miglioramento della fiducia in se stessi degli studenti. Esistono diverse strategie che potrebbero essere utilizzate per raggiungere questo scopo, tra cui:

  • incoraggiare un ambiente di classe positivo e solidale, creando un senso di sicurezza e accettazione. Ciò può essere ottenuto attraverso l’uso di rinforzi positivi, strategie di gestione della classe e fornendo opportunità agli studenti di lavorare in modo collaborativo.
  • affrontare le idee sbagliate sulla matematica: molti studenti che provano ansia per la matematica lo fanno perché credono di non essere “persone di matematica” o di non essere in grado di capire la matematica. Affrontando questi preconcetti e fornendo agli studenti il ​​supporto e le risorse necessarie, possono iniziare a vedere la matematica come una materia in cui avere successo
    fornire un’istruzione differenziata che dia a studenti diversi, diversi modi di apprendere e praticare la matematica in base alle loro esigenze e capacità individuali
  • uso della tecnologia come la realtà virtuale, un approccio divertente e l’apprendimento adattivo può aiutare gli studenti a praticare la matematica in modo divertente e interattivo, può ridurre la loro ansia
  • sviluppo professionale per gli insegnanti: fornire agli insegnanti opportunità di sviluppo professionale per conoscere le ultime ricerche sull’ansia da matematica e strategie efficaci per affrontarla può aiutarli a sostenere meglio i loro studenti.

Ridurre l’ansia per la matematica è un processo graduale e potrebbe richiedere una combinazione di diverse strategie e uno sforzo costante nel tempo. Il progetto presentato al Simposio è stato anche più ambizioso, immaginando che la matematico-terapia possa essere utile a persone con disturbi mentali o difficoltà di relazioni, come accade nel caso dell’autismo. Se infatti questa disciplina riesce ad attivare percorsi cerebrali privilegiati, forse può accadere anche negli studenti o in giovani adulti che abbiano esperienza di difficoltà mentali o scarsa autostima a livelli patologici. In queste situazioni, vengono spesso offerti corsi di arti varie come disegno o musica; si parla anche di pet-therapy. Qui si propone una mathematics therapy che, se completa, potrebbe fornire anche un titolo di studio o un percorso di reinserimento nel tessuto sociale attraverso le competenze legate al ragionamento logico-matematico.

Quindi in un futuro mondo possibile, potremmo assistere al consiglio di un Medico al suo Paziente: “Per curare la sua ansia, le propongo questi esercizi e quiz matematici!”

Prof. Alessandro Piobbico (docente di Fisica)

A.A.A. Cercansi lavoro nel Metaverso

Si sente sempre maggiormente parlare di Metaverso, e sempre se ne sentirà in futuro anche se tutto è ancora da scoprire: dipenderà da come nei prossimi anni verranno strutturati e intercorrelati i mondi virtuali in cui le persone possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzabili e dagli investimenti che le aziende decideranno di realizzare. Ma già oggi si possono immaginare alcune opportunità di lavoro create in una delle frontiere tecnologiche più promettenti, destinata a rivoluzionare la stessa esperienza con il mondo Internet.

Professioni future nel Metaverso

Il Metaverso genererà nuovi modelli di business digitali, creerà nuove modalità di interazione tra professionisti, aziende e clienti, aprirà nuove frontiere professionali.
Ecco i ruoli che dovranno introdurre le aziende nel Metaverso. Profili diversi, in ambiti differenti, che saranno tutti impattati dall’avanzare di questa nuova frontiera tecnologica.

Di certo il Metaverso apre nuove opportunità professionali ma richiede anche nuove conoscenze: in questo ambito saranno richieste figure con sempre più competenze tecniche e informatiche specifiche. Le organizzazioni dovranno integrarle per poter essere competitive sul mercato e al passo con la trasformazione digitale.

Largo alle nuove frontiere professionali: le 7 professioni più richieste nel mondo virtuale

Network Engineering: Specialista nella gestione delle reti aziendali e dei flussi di dati. È responsabile del funzionamento del sistema informatico di un’azienda.

Cybersecurity Specialist: Il mondo del Metaverso non è immune da possibili attacchi informatici e frodi, come avatar hackerati, furto di NFT o fughe di dati biometrici. Servono figure esperte in cybersecurity che siano in grado di garantire la sicurezza delle reti e la protezione dei dati

Blockchain Specialist: È il professionista specializzato sulla blockchain, tecnologia che sta alla base dell’economia del Metaverso

Virtual Reality Designer: È l’esperto che si occupa di creare mondi digitali immersivi, simulando e modellando le esperienze dell’utente e le interazioni che oggetti e servizi possono avere nel mondo virtuale, attraverso i tool 3D, quali Virtual Reality, realtà aumentata, immersione, ologrammi

Innovation Manager: Il professionista che aiuta le aziende nella trasformazione digitale dovrà essere specializzato nel settore del Metaverso, per innovare i processi interni e migliorare la competitività sul mercato

Crypto Artist: È l’artista crittografico che realizza, grazie alla tecnologia NFT, opere digitali. Queste vengono create tramite computer e software specifici (motion graphic, realizzazione 3D etc), realizzate su una Blockchain e poi vendute sul Metaverso

Head Of Metaverse: Esperto del Metaverso e con una profonda conoscenza dell’ecosistema del web3. Capace di disegnare una strategia digitale sul metaverso per aumentare la presenza del brand sulla piattaforma

L’Intelligenza Artificiale quale nuova Religione?

Pubblicato dalla Pontificia Accademia per la Vita, promosso dalla Fondazione RenAIssance e siglato per la prima volta nel febbraio 2020 anche da Microsoft, la Rome Call for AI Ethics è un documento nato per sostenere l’impegno verso lo sviluppo di tecnologie AI trasparenti, inclusive, socialmente vantaggiose e responsabili ed ora sottoscritto anche da parte dei leader religiosi ebraici e musulmani.

Promosso dalla Fondazione vaticana RenAIssance, dal Forum per la Pace di Abu Dhabi (Emirati Arabi) e dalla Commissione per il dialogo interreligioso del Gran Rabbinato di Israele, l’evento, l’evento ha visto la partecipazione anche Microsoft e Ibm.

“È un evento di grande importanza quello che ci vede uniti, assieme ai nostri fratelli ebrei e musulmani, per chiedere al mondo di pensare e agire in nome della fratellanza e della pace, anche in campo tecnologico – ha spiegato l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e della Fondazione RenAIssance – La firma della Rome Call da parte di leader religiosi ebrei e musulmani e la richiesta congiunta di un’algoretica che guidi la progettazione dell’intelligenza artificiale parla proprio di questo: della necessità sempre più urgente di costruire percorsi di pace, di rispetto reciproco, di dialogo e di comunità”.

Firma congiunta della RomeCall for AIEthics da parte di cattolici, ebrei e musulmani.

Il Papa: “Un segno di speranza. Le religioni accompagnano l’umanità nello sviluppo di una tecnologia centrata sull’uomo”

Le moderne tecnologie, sempre più utilizzate in ogni ambito della società, siano al servizio e nella disponibilità di tutti, anche dei più svantaggiati. A chiederlo è stato stamane Papa Francesco che ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Incontro “AI Ethics: An Abrahamic commitment to the Rome Call”, promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Fondazione RenAIssance, presso la Casina Pio IV in Vaticano.

Lodando che il Protocollo sull’intelligenza artificiale sia stato firmato quest’anno dalle religioni cosiddette “abramitiche”, cioè anche dai rappresentanti dell’ebraismo e dell’Islam oltre che del cattolicesimo, Francesco ha chiesto che “l’algoretica, ossia la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente, oltre che nel dibattito pubblico, anche nello sviluppo delle soluzioni tecniche”.

La cerimonia preceduta da una prima riflessione sull’urgenza dell’algoretica, presentata da padre Paolo Benanti, professore straordinario di Etica delle tecnologie presso la Pontificia Università Gregoriana e direttore scientifico della Fondazione RenAIssance. Dopo l’udienza papale, nel pomeriggio intervenuti relatori esperti del tema: la professoressa Ana Palacio, già ministro degli esteri spagnolo; il professor Mario Rasetti, emerito di fisica teorica al Politecnico di Torino e presidente del comitato scientifico di CENTAI; il dottor Hamza Yusuf, presidente dello Zaytuna College di Berkeley, CA; il professor Aviad Hacohen, presidente dell’Academic Center for Law and Science di Hod HaSharon, in Israele, già decano della facoltà di legge; il professor Sebastiano Maffettone, direttore di Ethos, presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma.

I partiti politici firmano accordo per avere un Consiglio scientifico su Clima e Ambiente

Firma dei partiti per l’accordo

Nella giornata di Venerdì 23 settembre, proprio in simbolica concomitanza con lo sciopero globale indetto dal movimento ambientalista Fridays for future, tutte le maggiori forze politiche italiane hanno firmato un accordo pre-elettorale per l’istituzione di un Consiglio scientifico su Clima e Ambiente.

L’accordo, presentato in conferenza stampa presso la sede del CNEL a Roma, impegna le forze politiche firmatarie ad istituire, all’inizio della prossima legislatura, un organo di consulenza scientifica che supporti l’attività del parlamento e del governo nell’elaborazione di provvedimenti per la gestione dell’attuale crisi climatica e ambientale. In particolare, come specificato nell’accordo, tale organo verrà creato con una legge che ne definirà̀ le interazioni con il Governo, il Parlamento e l’opinione pubblica, e sarà costituito da scienziati rappresentanti le università, gli enti di ricerca e le società scientifiche, selezionati per la loro competenza e indipendenza. Tale organo, provvisoriamente denominato Consiglio scientifico per il Clima e per l’Ambiente (CSCA) avrà una funzione preparatoria, nella discussione di provvedimenti riguardo clima e ambiente, e al contempo una funzione valutativa, e di eventuale stimolo al miglioramento, dei provvedimenti in atto. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato scientifico “La Scienza al Voto”, che raccoglie 18 tra i maggiori scienziati italiani di clima e ambiente, e rientra nella campagna “Scegliamo Il Futuro”, lanciata dal Comitato e rivolta ai cittadini e alle forze politiche.

Il consenso, espresso da tutti i maggiori partiti, evidenzia il carattere urgente e trasversale della proposta, che prescinde l’ideologia politica e richiama la necessità di un impegno condiviso per affrontare l’imminente emergenza climatica. «Abbiamo idee diverse sul futuro, ma per realizzarle dobbiamo essere uniti sul clima» spiega Alessandra Bonoli, ingegnere ambientale e della transizione, Università di Bologna, e relatrice alla conferenza stampa, «Non si tratta solo di scegliere democraticamente il futuro che auspichiamo, ma di scegliere il futuro tout court, perché se non lottiamo insieme contro la crisi climatica e ambientale, al suo aggravarsi saremo sempre più costretti a rincorrere le emergenze climatiche che già oggi sono purtroppo evidenti».

La promessa formalizzata nell’accordo risponde alla necessità crescente di strutturare la comunicazione tra scienza e politica, per un’azione continuata, collettiva e responsabile. «Alle forze politiche abbiamo chiesto di istituzionalizzare un dialogo con la scienza su clima e ambiente, per poterle aiutare a realizzare le proprie visioni, ottimizzando le risorse impiegate ed evitando di doverne spendere sempre più in futuro» spiega Antonello Pasini, fisico del clima CNR e Coordinatore del comitato scientifico. Il primo passo sarà quello di creare un gruppo di contatto tra il Comitato e il nuovo parlamento, che nei primi mesi della legislatura si coordinerà per presentare una proposta di legge che istituisca il Consiglio Scientifico Clima e Ambiente e per fare in modo che diventi legge il prima possibile.

L’accordo è stato firmato dai seguenti partiti: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Italia Viva, +Europa, Impegno Civico, Partito Democratico, Europa Verde, Sinistra Italiana, MoVimento 5 Stelle, Unione Popolare.

In linea con la proposta di Scienza al voto, sono numerose le iniziative che promuovono l’istituzione di un dialogo strutturato tra scienza e politica. All’evento era presente una rappresentante di Scienza in Parlamento, il progetto lanciato con l’appello di ricercatori e giornalisti scientifici, che propone l’istituzione di un organo di consulenza scientifica parlamentare, a supporto dell’attività legislativa, in merito ai temi di scienza e tecnologia. Un organo che, come il futuro CSCA, si affianchi alla politica, garantendo un servizio efficiente di documentazione e consulenza, affinché i decisori siano in grado di fare delle scelte più efficaci e informate. Durante la campagna elettorale, diverse associazioni ed iniziative si sono rivolte ai partiti per richiamare l’attenzione sul rapporto tra scienza e politica. Sia il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, che il Patto Trasversale per la Scienza hanno inviato una lettera aperta alle forze politiche con l’invito a riconsiderare la centralità della ricerca scientifica, richiedendo programmi all’altezza delle sfide che ci aspettano.

La sottoscrizione dell’accordo, ottenuta da Scienza al voto, segna un primo traguardo per la creazione di un sistema di supporto reciproco, tra scienza e politica, che sia una risorsa, e non una criticità, per lo sviluppo del nostro paese.

Ing. Alessandro Piobbico
Docente e Giornalista scientifico

10° Convegno Assisi nel Vento ‘Salviamo il salvabile’.

Alla Domus Pacis di Assisi, a Santa Maria degli Angeli, nei giorni 29 e 30 settembre 2022 avrà luogo il decimo convegno ‘Assisi nel Vento’ dal titolo

‘SALVIAMO IL SALVABILE’

e sottotitolo: ‘Fede, scienza, ricerca, progetti, arte… vita’.

In linea con i precedenti convegni, saranno trattati temi di fede e di scienza, questa volta con il filo conduttore della logica del ‘Salviamo il Salvabile’.

La logica di non fermarsi, a non disperarsi di fronte a degli eventi che sembrano spegnere ogni speranza, ma di andare avanti comunque con un piano b, con l’istinto di sopravvivenza, con la voglia di proseguire sempre e comunque.

Lo spunto viene da una parabola evangelica quella del fattore infedele che dopo essere stato scoperto nei suoi loschi affari dal suo padrone ed essere stato licenziato, non si perde d’animo ma condona, pur non potendo, i debiti del suo padrone nei confronti dei debitori del suo padrone.

Il fattore infedele scopre, sia pure per necessità ed egoismo, la strada della misericordia e della condivisione possa essere per lui una speranza di sopravvivenza nella nuova situazione difficile che sta vivendo.

Un invito dunque a condividere la spiritualità, le conoscenze scientifiche, i propri progetti e desideri, senza farsi prendere da un disfattismo che le oggettive condizioni di difficoltà che stiamo vivendo per la crisi energetica che segue i due anni di pandemia, la via dell’apertura, della condivisione, dell’incontro a cui la pandemia ci ha un po’ disabituato.

L’ingresso è libero e non necessità di prenotazione.
Info e programma su

Le riprese del convegno saranno visibili sul canale youtube Assisinelvento:
https://www.youtube.com/channel/UCqDmjGzimOrj7X2IJizoyhA

L’escursione sul Monte Subasio prevista per domenica 25 settembre è stata annullata per la concomitanza con le elezioni politiche 2022.

WORKSHOP SCIENTIFICO INTERNAZIONALE IN LINGUA INGLESE
Il convegno segue immediatamente quello organizzato in collaborazione

con l’associazione scientifica no profit inglesa ISCMNS

il WORKSHOP SCIENTIFICO INTERNAZIONALE:

15th International Workshop on Anomalies in HydrogenLoaded Metals

vedi sito: http://www.iscmns.org/work15/

Questi i link alla playlist degli scorsi eventi scientifici internazionali simili

tenutisi alla Domus Pacis nel 2019 e nel 2021 ICCF22 e IWAHLM14.

Per i dettagli organizzativi e le modalità di pagamento vedi

Banquet Mercoledì 28 Settembre ore 19.30
L’evento scientifico si concluderà con la partecipazione con il Banquet

organizzata dall’ Hotel Domus Pacis di Assisi a cui seguirà nella medesima

sala il concerto d’archi dei Talenti D’Arte.

Il quartetto sarò composto da Lucia Di Veroli (Viola), Paolo Mariani (Violoncello), Eleonora Bisaccioni e Antonio Metelli (Violini).

Il programma prevede Vivaldi

(Concerto DO M Rv 110, Concerto SOL M, Olimpiade Vivaldi Overture, Estro armonico n.6 op. 3, Estro armonico n.8 op. 3)

Decimo Convegno Assisi nel Vento ANV10

Il decimo convegno Assisi nel Vento è previsto per Giovedì 29 e Venerdi 30 settembre.

Il titolo del convegno multidisciplinare è: ‘Salviamo il salvabile’.

Sottotitolo: Fede, scienza, ricerca, progetti, arte… vita.

Le due giornate seguiranno il workshop scientifico internazionale IWAHLM15 in lingua inglese alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli (Assisi)

Marcia delle 8 porte ad Assisi (2022)

Il Presidente Battistelli e l’Assessore Cavallucci

Con una conferenza stampa, è stata presentata la 9 edizione della Marcia delle 8 porte di Assisi, organizzata dall’ASD Assisi Runners. Si tratta di un percorso cittadino di 7 km, in notturna (si parte alle ore 20) in cui i podisti gareggeranno su di un tracciato che collega tutte e 8 le porte urbiche della città medioevale. Alla presenza dell’Assessore Veronica Cavallucci, delegata allo Sport per il Comune di Assisi, l’atleta Fabio Battistelli, Presidente della squadra podistica organizzatrice ha illustrato il percorso, la logistica, le novità di questa edizione, ricordando e ringraziando il supporto di volontari, sponsor e molte associazioni del territorio.

L’Assessore Cavallucci, oltre a portare il saluto di tutta l’amministrazione, ha ringraziato il Direttivo Assisi Runners per lo sforzo encomiabile nell’organizzare una gara sportiva di grande rilievo.

Organizzata come ogni anno il primo sabato di Settembre, la gara è diventata negli anni un punto di riferimento per appassionati runners di tutta Italia, che ritornano con piacere ad Assisi. Attualmente risultano iscritti circa 100 podisti, me c’è tempo per iscriversi fino a giovedì 1 Settembre sul portale icron.

PROGRAMMA DELLA GARA AGONISTICA E NON COMPETITIVA
SABATO 03/09 – PIAZZA DEL COMUNE – ASSISI
18,00 RITROVO CONCORRENTI, RITIRO PETTORALI E CHIP
19,30 TERMINE ISCRIZIONE SINGOLI ATLETI, PASSEGGIATA IN ROSA
20,00 PARTENZA GARA PODISTICA COMPETITIVA E NON COMPETITVA
21,00 RISTORO FINALE
22,00 PREMIAZIONI

Volantino (link PDF)