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L’energia nucleare quale volano nella transizione energetica

Risorse, competenze e sicurezza sulle energie nucleari per la transizione ecologica. Non solo mini reattori modulari e fissione, per l’Unione europea è arrivato il “momento giusto” per iniziare a discutere di una strategia in materia di fusione nucleare. “Si tratta di una nuova fonte di energia priva di carbonio, con il potenziale per diventare una parte potente del futuro mix energetico europeo”, di questo se ne è parlato al XXIV Congresso Nazionale CIRIAF, l’11 e 12 Aprile 2024 a Perugia, organizzato dal Centro Internuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento e sull’Ambiente “Mauro Felli” dell’Università degli Studi di Perugia. Aprendo l’incontro tra esperti dedicato all’energia da fusione nucleare quale volano per la transizione ecolaogica, si è fatto il punto sulla ricerca e prospettiva che vede l’Europa come un “ruolo di leader” in questo settore.

Un piano a cui guardano con attenzione anche i Paesi membri, a partire dalla Francia per arrivare all’Italia. Caduto ormai ogni tabù sul cosiddetto nucleare di ‘quarta generazione’ dei mini reattori, Bruxelles guarda all’energia pulita prodotta tramite fusione, che in sostanza replica il processo che alimenta il sole e le stelle sfruttando l’energia rilasciata quando due atomi si uniscono.

Al contrario della fissione – in cui gli atomi vengono ‘spezzati’ e con cui già vengono alimentare le centrali – il processo di fusione è difficile da replicare in maniera artificiale e la ricerca va finanziata. Servirà allora uno “stretto dialogo con le autorità di regolamentazione per garantire un elevato livello di sicurezza degli impianti di fusione e per rendere il contesto normativo più prevedibile per sviluppatori e operatori”, delineando i pilastri della futura strategia che arriverà sul tavolo della prossima Commissione europea.

Fissione e Fusione nucleare

Il focus è anche sulle competenze nel settore e sulle risorse, in particolare quelle private. E la parola d’ordine sarà la cooperazione internazionale: l’Ue già fa parte con Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Usa del progetto Iter – tra i più ambiziosi al mondo – per il quale ha stanziato 5,61 miliardi di euro fino al 2027 per dimostrare la “fattibilità scientifica e tecnologica” della fusione come futura fonte di energia. Il passo successivo sarà modellare una centrale elettrica a fusione e produrre elettricità. Non solo Bruxelles, anche diverse capitali tra i Ventisette stanno manifestando interesse a sviluppare i propri impianti.

“Dalla fusione può arrivare un grande contribuito alla decarbonizzazione, è una tecnologia cruciale”, ha evidenziato il prof. ing. Marco Enrico Ricotti, Ordinario di Impianti nucleari al Politecnico di Milano. Il rinato interesse per l’atomo di ultima generazione da parte dell’Italia è stato ribadito anche dall’Ing. Stefano Monti, Presidente Italian Nuclear Association & European Nuclear Society.

Si sta facendo molto anche per il nucleare, che rappresenta una energia pulita. Anche qui serve ricerca per combattere il cambiamento climatico.

Alessandro Piobbico

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Convegno su IA ad Assisi (16/09/23)

Presso la Sala Stampa del Sacro Convento di San Francesco in Assisi il 16 Settembre 2023 dalle ore 09:30 ci sarà il Convegno: Troppo umano? L’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, organizzato da: Associazione Articolo21 “Liberi di”.

Di Intelligenza artificiale, se ne parla da molto e fa parte delle nostre vite da un po’. Letteratura e cinema hanno, in diversi modi, raccontato le macchine “pensanti. Macchine che oggi sono realtà: gli assistenti vocali sono la forma più diffusa di AI nella vita quotidiana.
Oggi questa tecnologia è al centro del dibattito, con una attenzione a ChatGPT. Si tratta di un chatbot basato su intelligenza artificiale e apprendimento automatico sviluppato da OpenAI specializzato nella conversazione con un utente umano.

Relatori:

Alessio Jacona, giornalista

Mino Lorusso, giornalista, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

Alessandro Picchiarelli, sacerdote Diocesi di Assisi

Gabriele Giacomini, ricercatore

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L’Intelligenza Artificiale sale in cattedra

Intervista semiseria con Bard, l’Intelligenza Artificiale di una nota azienda di tecnologia americana, in modalità Chat che prevede domande e risposte.

(Alessandro) Ciao Bard, mi dicono che sei una Intelligenza Artificiale; che vuol dire?

(Bard) Ciao! Sono Bard, un grande modello linguistico creato da Google AI. Sono addestrato su un enorme set di dati di testo e codice, e sono in grado di comunicare e generare testo simile a quello umano in risposta a un’ampia gamma di richieste e domande. Ad esempio, posso fornire riassunti di argomenti concreti o creare storie.

Sono ancora in fase di sviluppo, ma ho imparato a svolgere molti tipi di attività, tra cui:

  • Usare le mie conoscenze per rispondere alle tue domande in modo completo e informativo, anche se sono aperte, impegnative o strane.
  • Seguire le tue istruzioni e completare le tue richieste con attenzione.
  • Generare diversi formati di testo creativi, come poesie, codice, script, brani musicali, e-mail, lettere, ecc.

Farò del mio meglio per soddisfare tutte le tue esigenze.
Sono entusiasta di vedere cosa posso fare in futuro!

(Alessandro) Allora proviamo. Ti chiedo: quale può essere l’aiuto di una intelligenza artificiale nella Scuola?

(Bard) L’intelligenza artificiale (AI) può essere utilizzata per aiutare gli studenti in molti modi diversi. Ad esempio, l’AI può essere utilizzata per:

  • Personalizzare l’apprendimento: l’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento di ogni studente in base ai suoi interessi e alle sue esigenze. Ciò può essere fatto fornendo agli studenti contenuti diversi, attività e feedback.
  • Fornire feedback in tempo reale: l’AI può essere utilizzata per fornire agli studenti feedback in tempo reale sul loro lavoro. Ciò può aiutare gli studenti a identificare i loro errori e a correggerli rapidamente.
  • Monitorare i progressi degli studenti: l’AI può essere utilizzata per monitorare i progressi degli studenti nel tempo. Ciò può aiutare gli insegnanti a identificare gli studenti che hanno bisogno di ulteriore assistenza e a fornire loro il supporto di cui hanno bisogno.
  • Creare ambienti di apprendimento più coinvolgenti: l’AI può essere utilizzata per creare ambienti di apprendimento più coinvolgenti per gli studenti. Ciò può essere fatto utilizzando giochi, simulazioni e altre attività interattive.
  • Automatizzare le attività di routine: l’AI può essere utilizzata per automatizzare le attività di routine degli insegnanti, come la correzione dei compiti e la valutazione degli esami. Ciò può liberare tempo agli insegnanti per concentrarsi su attività più importanti, come l’interazione con gli studenti e lo sviluppo di nuovi materiali didattici.

L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e rendere l’apprendimento più efficace, efficiente e coinvolgente per tutti gli studenti.

(Alessandro) Interessante. Mi spieghi meglio cosa intendi riguardo al primo punto, magari con un esempio?

(Bard) Certo. L’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento di ogni studente in base ai suoi interessi e alle sue esigenze. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere in grado di identificare le aree in cui uno studente sta lottando e fornire contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutarlo a migliorare. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per monitorare i progressi degli studenti nel tempo e fornire feedback personalizzato per aiutarli a rimanere sulla buona strada.

Ecco un esempio concreto di come l’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento:

Un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per aiutare gli studenti a imparare una nuova lingua. L’applicazione potrebbe iniziare identificando le parole e le frasi che lo studente conosce già. Quindi, l’applicazione potrebbe fornire contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutare lo studente a imparare nuove parole e frasi. L’applicazione potrebbe anche monitorare i progressi dello studente nel tempo e fornire feedback personalizzato per aiutarlo a rimanere sulla buona strada.

L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e rendere l’apprendimento più efficace, efficiente e coinvolgente per tutti gli studenti.


(Alessandro) Grazie per l’esempio riguardo l’imparare nuove lingue. E nel campo della scienza cosa si potrebbe fare?

(Bard) L’intelligenza artificiale (AI) ha il potenziale per rivoluzionare il campo della scienza in molti modi diversi. Ad esempio, l’AI può essere utilizzata per:

Automatizzare le attività di routine: l’AI può essere utilizzata per automatizzare le attività di routine degli scienziati, come la ricerca di informazioni, l’analisi dei dati e la generazione di report. Ciò può liberare tempo agli scienziati per concentrarsi su attività più importanti, come la formulazione di nuove ipotesi e la conduzione di esperimenti.
Identificare modelli e tendenze: l’AI può essere utilizzata per identificare modelli e tendenze nei dati che potrebbero essere difficili da identificare per gli esseri umani. Ciò può aiutare gli scienziati a comprendere meglio il mondo che li circonda e a sviluppare nuove teorie e tecnologie.
Generare ipotesi: l’AI può essere utilizzata per generare ipotesi che potrebbero essere difficili da immaginare per gli esseri umani. Ciò può aiutare gli scienziati a pensare fuori dagli schemi e a sviluppare nuove idee innovative.
Condurre esperimenti: l’AI può essere utilizzata per condurre esperimenti in modo più rapido e preciso di quanto potrebbero farlo gli esseri umani. Ciò può aiutare gli scienziati a raccogliere più dati e a identificare le cause e gli effetti più rapidamente.
Sviluppare nuove tecnologie: l’AI può essere utilizzata per sviluppare nuove tecnologie che potrebbero migliorare la vita di tutti. Ad esempio, l’AI può essere utilizzata per sviluppare nuovi farmaci, nuovi trattamenti medici e nuove tecnologie energetiche.
L’AI ha il potenziale per rivoluzionare il campo della scienza e migliorare la vita di tutti. (ripetizione scritta poco sopra!)


(Alessandro) Grazie, ma io intendevo nel mondo della Scuola: in classe con alunni, insegnanti, ecc

(Bard) Certo, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata in molti modi diversi nel mondo della scuola. Ecco alcuni esempi:

  • Personalizzazione dell’apprendimento: l’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento di ogni studente in base ai suoi interessi e alle sue esigenze. Ciò può essere fatto fornendo agli studenti contenuti diversi, attività e feedback. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere in grado di identificare le aree in cui uno studente sta lottando e fornire contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutarlo a migliorare. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per monitorare i progressi degli studenti nel tempo e fornire feedback personalizzato per aiutarli a rimanere sulla buona strada.
  • Fornitura di feedback in tempo reale: l’AI può essere utilizzata per fornire agli studenti feedback in tempo reale sul loro lavoro. Ciò può aiutare gli studenti a identificare i loro errori e a correggerli rapidamente. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere in grado di identificare gli errori grammaticali e ortografici in un testo scritto dagli studenti. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per fornire feedback sullo stile di scrittura degli studenti, come la chiarezza, la concisione e l’efficacia.
  • Monitoraggio dei progressi degli studenti: l’AI può essere utilizzata per monitorare i progressi degli studenti nel tempo. Ciò può aiutare gli insegnanti a identificare gli studenti che hanno bisogno di ulteriore assistenza e a fornire loro il supporto di cui hanno bisogno. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere in grado di tracciare i voti degli studenti, i risultati dei test e la partecipazione in classe. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per identificare i modelli di apprendimento degli studenti, come gli stili di apprendimento e le preferenze.
  • Creazione di ambienti di apprendimento più coinvolgenti: l’AI può essere utilizzata per creare ambienti di apprendimento più coinvolgenti per gli studenti. Ciò può essere fatto utilizzando giochi, simulazioni e altre attività interattive. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per creare un gioco in cui gli studenti possono imparare le basi della matematica. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per creare simulazioni in cui gli studenti possono sperimentare diversi scenari e prendere decisioni.
  • Automatizzazione delle attività di routine: l’AI può essere utilizzata per automatizzare le attività di routine degli insegnanti, come la correzione dei compiti e la valutazione degli esami. Ciò può liberare tempo agli insegnanti per concentrarsi su attività più importanti, come l’interazione con gli studenti e lo sviluppo di nuovi materiali didattici. Ad esempio, un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per correggere automaticamente i compiti degli studenti in base a un set di regole predefinito. Inoltre, l’AI potrebbe essere utilizzata per valutare automaticamente gli esami degli studenti in base a un set di criteri predefinito.

L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e rendere l’apprendimento più efficace, efficiente e coinvolgente per tutti gli studenti. (ancora ripetizione, sic!)

(Alessandro) Mi potresti offrire un esempio numerico?

(Bard) Certo, ecco un esempio numerico di come l’intelligenza artificiale (AI) può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento.

Un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per identificare le aree in cui uno studente sta lottando in matematica. L’applicazione potrebbe quindi fornire contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutare lo studente a migliorare in quelle aree. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di matematica di difficoltà crescente, in modo che possa sfidarsi senza essere sopraffatto. L’applicazione potrebbe anche fornire allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente.

Un’analisi di impatto condotta da un’università americana ha rilevato che gli studenti che hanno utilizzato un’applicazione AI per personalizzare il loro apprendimento hanno migliorato i loro voti in matematica del 10%. L’analisi ha anche rilevato che gli studenti che hanno utilizzato l’applicazione AI hanno riferito di sentirsi più motivati e coinvolti nell’apprendimento della matematica.

Questo è solo un esempio di come l’AI può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento e migliorare i risultati degli studenti. L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’istruzione e rendere l’apprendimento più efficace, efficiente e coinvolgente per tutti gli studenti.


(Alessandro) Io chiedevo un esempio con formule e numeri

(Bard) Certo. Ecco un esempio di come l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento in matematica.

Supponiamo che uno studente stia lottando con il concetto di equazioni lineari. Un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per identificare le aree in cui lo studente sta lottando. L’applicazione potrebbe quindi fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutarlo a migliorare in quelle aree. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di equazioni lineari di difficoltà crescente, in modo che possa sfidarsi senza essere sopraffatto. L’applicazione potrebbe anche fornire allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente.

Ecco un esempio di un problema di equazioni lineari che l’applicazione potrebbe fornire allo studente:

2x + 5y = 10
Lo studente potrebbe quindi usare l’applicazione per risolvere l’equazione. L’applicazione fornirà allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente

Se lo studente fatica a risolvere l’equazione, l’applicazione potrebbe fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento più semplici. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente una spiegazione del concetto di equazioni lineari o potrebbe fornire allo studente problemi di equazioni lineari più facili.

Se lo studente è in grado di risolvere l’equazione, l’applicazione potrebbe fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento più impegnativi. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di equazioni lineari più difficili o potrebbe fornire allo studente problemi di equazioni lineari che richiedono l’uso di più equazioni.

L’applicazione AI continuerebbe a personalizzare l’apprendimento dello studente in base alle sue esigenze. L’applicazione fornirebbe allo studente contenuti e attività di apprendimento sempre più impegnativi, in modo che lo studente possa continuare a imparare e crescere.


(Alessandro) Grazie, e magari un esempio con formule e numeri nella materia Fisica?

(Bard) Certo, ecco un esempio di come l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento in fisica.

Supponiamo che uno studente stia lottando con il concetto di energia cinetica. Un’applicazione AI potrebbe essere utilizzata per identificare le aree in cui lo studente sta lottando. L’applicazione potrebbe quindi fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento personalizzate per aiutarlo a migliorare in quelle aree. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di energia cinetica di difficoltà crescente, in modo che possa sfidarsi senza essere sopraffatto. L’applicazione potrebbe anche fornire allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente.

Ecco un esempio di un problema di energia cinetica che l’applicazione potrebbe fornire allo studente:

Un oggetto di massa 10 kg viaggia a una velocità di 20 m/s. Qual è la sua energia cinetica?
Lo studente potrebbe quindi usare l’applicazione per risolvere il problema. L’applicazione fornirà allo studente feedback in tempo reale sul suo lavoro, in modo che possa identificare e correggere i suoi errori rapidamente.

Se lo studente fatica a risolvere il problema, l’applicazione potrebbe fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento più semplici. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente una spiegazione del concetto di energia cinetica o potrebbe fornire allo studente problemi di energia cinetica più facili.

Se lo studente è in grado di risolvere il problema, l’applicazione potrebbe fornire allo studente contenuti e attività di apprendimento più impegnativi. Ad esempio, l’applicazione potrebbe fornire allo studente problemi di energia cinetica più difficili o potrebbe fornire allo studente problemi di energia cinetica che richiedono l’uso di più equazioni.

L’applicazione AI continuerebbe a personalizzare l’apprendimento dello studente in base alle sue esigenze. L’applicazione fornirebbe allo studente contenuti e attività di apprendimento sempre più impegnativi, in modo che lo studente possa continuare a imparare e crescere.

Spero che questo esempio sia utile


(Alessandro) Grazie! Proprio queste cose le insegno anche io in classe. E allora, per concludere, il risultato di questo esercizio, quanto viene?

(Bard) Certo, posso aiutarti con questo.

L’energia cinetica di un oggetto è data dalla formula:

KE = 1/2mv^2
dove:

KE è l’energia cinetica dell’oggetto in joule
m è la massa dell’oggetto in chilogrammi
v è la velocità dell’oggetto in metri al secondo
Nel tuo esempio, la massa dell’oggetto è di 10 kg e la velocità è di 20 m/s. Quindi, l’energia cinetica dell’oggetto è:

KE = 1/2(10 kg)(20 m/s)^2 = 2000 J
Quindi, la risposta è 2000 J.

(Alessandro) Grazie, perfetto!

(Bard) Prego. Spero di essere stato utile.

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La Matematica come medicina. Forse, anzi; perché no?

La Matematica come ossessione

Platone fu tra i primi a ipotizzare che gli esseri umani abbiano innate capacità matematiche. Ne dialogo Menone, con una serie di semplici domande, Socrate aiuta un ragazzo non istruito a enunciare il Teorema di Pitagora. Socrate realizza che il ragazzo aveva sempre avuto una conoscenza innata del teorema e le domande lo avevano aiutato a esprimerla. Questo è il cosidetto “metodo socratico“, che va sotto il nome di maiuetica.

Ma se i problemi matematici (e la loro comprensione/risoluzione) permettesse di migliorare la fiducia in se stessi?
Quella che viene definita “ansia per la matematica” o “ansia dei numeri” non è solo una paranoia di studenti e genitori, ma è stata oggetto di studio e ricerca da diversi decenni di matematici e neurologici, ma anche di chi si occupa di didattica.

Da una parte l’esperienza insegna che la matematica crea frustrazione; gli insegnanti di matematica sono i più “odiati”, o semplicemente temuti; dall’altra, in ambito scientifico sembra ampiamente accettato che le scarse prestazioni matematiche compromettono la fiducia in se stessi e l’autostima. Vi sono anche studi che hanno trovato prove di una relazione tra genere sessuale e ansia per la matematica, con il genere femminile che tende a segnalare livelli di ansia più elevati rispetto ai maschi. Anche la genetica, l’età e la cultura possono essere associate all’ansia per la matematica, comunque in questi ultimi decenni si registra un aumento di ingressi del genere femminile nelle facoltà scientifiche.

I ricercatori concordano sulla necessità di interventi volti a ridurre l’ansia per la matematica e migliorare le prestazioni degli studenti e delle studentesse in matematica.

Alcuni studi di ricerca, infine, hanno dimostrato che i bambini con autismo mostrano modelli unici di attivazione cerebrale quando sono impegnati a risolvere problemi matematici.

Nel Giugno 2022, in occasione del Simposio internazionale sull’Educazione IAFOR di Parigi , si è cercato di analizzare il possibile effetto terapeutico dell’impegnarsi in problemi matematici ben concepiti per migliorare la fiducia in se stessi, specialmente in adolescenti o adulti che soffrono di disturbi mentali. Una sorta di matematico-terapia dedicata allo sviluppo di buone pratiche per insegnare e apprendere efficacemente la matematica, incoraggiando il problem solving e le attitudini personali. Tanto per fare un esempio concreto, il lavoro di squadra nella competizione Matematica senza frontiere offre l’esempio di quesiti matematici pratici, ben posti, alla portata di tutti, che coinvolgono il lavoro di squadra.

L’idea è quindi spostare l’obiettivo dal miglioramento delle prestazioni in matematica al miglioramento della fiducia in se stessi degli studenti. Esistono diverse strategie che potrebbero essere utilizzate per raggiungere questo scopo, tra cui:

  • incoraggiare un ambiente di classe positivo e solidale, creando un senso di sicurezza e accettazione. Ciò può essere ottenuto attraverso l’uso di rinforzi positivi, strategie di gestione della classe e fornendo opportunità agli studenti di lavorare in modo collaborativo.
  • affrontare le idee sbagliate sulla matematica: molti studenti che provano ansia per la matematica lo fanno perché credono di non essere “persone di matematica” o di non essere in grado di capire la matematica. Affrontando questi preconcetti e fornendo agli studenti il ​​supporto e le risorse necessarie, possono iniziare a vedere la matematica come una materia in cui avere successo
    fornire un’istruzione differenziata che dia a studenti diversi, diversi modi di apprendere e praticare la matematica in base alle loro esigenze e capacità individuali
  • uso della tecnologia come la realtà virtuale, un approccio divertente e l’apprendimento adattivo può aiutare gli studenti a praticare la matematica in modo divertente e interattivo, può ridurre la loro ansia
  • sviluppo professionale per gli insegnanti: fornire agli insegnanti opportunità di sviluppo professionale per conoscere le ultime ricerche sull’ansia da matematica e strategie efficaci per affrontarla può aiutarli a sostenere meglio i loro studenti.

Ridurre l’ansia per la matematica è un processo graduale e potrebbe richiedere una combinazione di diverse strategie e uno sforzo costante nel tempo. Il progetto presentato al Simposio è stato anche più ambizioso, immaginando che la matematico-terapia possa essere utile a persone con disturbi mentali o difficoltà di relazioni, come accade nel caso dell’autismo. Se infatti questa disciplina riesce ad attivare percorsi cerebrali privilegiati, forse può accadere anche negli studenti o in giovani adulti che abbiano esperienza di difficoltà mentali o scarsa autostima a livelli patologici. In queste situazioni, vengono spesso offerti corsi di arti varie come disegno o musica; si parla anche di pet-therapy. Qui si propone una mathematics therapy che, se completa, potrebbe fornire anche un titolo di studio o un percorso di reinserimento nel tessuto sociale attraverso le competenze legate al ragionamento logico-matematico.

Quindi in un futuro mondo possibile, potremmo assistere al consiglio di un Medico al suo Paziente: “Per curare la sua ansia, le propongo questi esercizi e quiz matematici!”

Prof. Alessandro Piobbico (docente di Fisica)

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A.A.A. Cercansi lavoro nel Metaverso

Si sente sempre maggiormente parlare di Metaverso, e sempre se ne sentirà in futuro anche se tutto è ancora da scoprire: dipenderà da come nei prossimi anni verranno strutturati e intercorrelati i mondi virtuali in cui le persone possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzabili e dagli investimenti che le aziende decideranno di realizzare. Ma già oggi si possono immaginare alcune opportunità di lavoro create in una delle frontiere tecnologiche più promettenti, destinata a rivoluzionare la stessa esperienza con il mondo Internet.

Professioni future nel Metaverso

Il Metaverso genererà nuovi modelli di business digitali, creerà nuove modalità di interazione tra professionisti, aziende e clienti, aprirà nuove frontiere professionali.
Ecco i ruoli che dovranno introdurre le aziende nel Metaverso. Profili diversi, in ambiti differenti, che saranno tutti impattati dall’avanzare di questa nuova frontiera tecnologica.

Di certo il Metaverso apre nuove opportunità professionali ma richiede anche nuove conoscenze: in questo ambito saranno richieste figure con sempre più competenze tecniche e informatiche specifiche. Le organizzazioni dovranno integrarle per poter essere competitive sul mercato e al passo con la trasformazione digitale.

Largo alle nuove frontiere professionali: le 7 professioni più richieste nel mondo virtuale

Network Engineering: Specialista nella gestione delle reti aziendali e dei flussi di dati. È responsabile del funzionamento del sistema informatico di un’azienda.

Cybersecurity Specialist: Il mondo del Metaverso non è immune da possibili attacchi informatici e frodi, come avatar hackerati, furto di NFT o fughe di dati biometrici. Servono figure esperte in cybersecurity che siano in grado di garantire la sicurezza delle reti e la protezione dei dati

Blockchain Specialist: È il professionista specializzato sulla blockchain, tecnologia che sta alla base dell’economia del Metaverso

Virtual Reality Designer: È l’esperto che si occupa di creare mondi digitali immersivi, simulando e modellando le esperienze dell’utente e le interazioni che oggetti e servizi possono avere nel mondo virtuale, attraverso i tool 3D, quali Virtual Reality, realtà aumentata, immersione, ologrammi

Innovation Manager: Il professionista che aiuta le aziende nella trasformazione digitale dovrà essere specializzato nel settore del Metaverso, per innovare i processi interni e migliorare la competitività sul mercato

Crypto Artist: È l’artista crittografico che realizza, grazie alla tecnologia NFT, opere digitali. Queste vengono create tramite computer e software specifici (motion graphic, realizzazione 3D etc), realizzate su una Blockchain e poi vendute sul Metaverso

Head Of Metaverse: Esperto del Metaverso e con una profonda conoscenza dell’ecosistema del web3. Capace di disegnare una strategia digitale sul metaverso per aumentare la presenza del brand sulla piattaforma

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L’Intelligenza Artificiale quale nuova Religione?

Pubblicato dalla Pontificia Accademia per la Vita, promosso dalla Fondazione RenAIssance e siglato per la prima volta nel febbraio 2020 anche da Microsoft, la Rome Call for AI Ethics è un documento nato per sostenere l’impegno verso lo sviluppo di tecnologie AI trasparenti, inclusive, socialmente vantaggiose e responsabili ed ora sottoscritto anche da parte dei leader religiosi ebraici e musulmani.

Promosso dalla Fondazione vaticana RenAIssance, dal Forum per la Pace di Abu Dhabi (Emirati Arabi) e dalla Commissione per il dialogo interreligioso del Gran Rabbinato di Israele, l’evento, l’evento ha visto la partecipazione anche Microsoft e Ibm.

È un evento di grande importanza quello che ci vede uniti, assieme ai nostri fratelli ebrei e musulmani, per chiedere al mondo di pensare e agire in nome della fratellanza e della pace, anche in campo tecnologico – ha spiegato l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e della Fondazione RenAIssance – La firma della Rome Call da parte di leader religiosi ebrei e musulmani e la richiesta congiunta di un’algoretica che guidi la progettazione dell’intelligenza artificiale parla proprio di questo: della necessità sempre più urgente di costruire percorsi di pace, di rispetto reciproco, di dialogo e di comunità”.

Firma congiunta della RomeCall for AIEthics da parte di cattolici, ebrei e musulmani.

Il Papa: “Un segno di speranza. Le religioni accompagnano l’umanità nello sviluppo di una tecnologia centrata sull’uomo”

Le moderne tecnologie, sempre più utilizzate in ogni ambito della società, siano al servizio e nella disponibilità di tutti, anche dei più svantaggiati. A chiederlo è stato stamane Papa Francesco che ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Incontro “AI Ethics: An Abrahamic commitment to the Rome Call”, promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Fondazione RenAIssance, presso la Casina Pio IV in Vaticano.

Lodando che il Protocollo sull’intelligenza artificiale sia stato firmato quest’anno dalle religioni cosiddette “abramitiche”, cioè anche dai rappresentanti dell’ebraismo e dell’Islam oltre che del cattolicesimo, Francesco ha chiesto che “l’algoretica, ossia la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente, oltre che nel dibattito pubblico, anche nello sviluppo delle soluzioni tecniche”.

La cerimonia preceduta da una prima riflessione sull’urgenza dell’algoretica, presentata da padre Paolo Benanti, professore straordinario di Etica delle tecnologie presso la Pontificia Università Gregoriana e direttore scientifico della Fondazione RenAIssance. Dopo l’udienza papale, nel pomeriggio intervenuti relatori esperti del tema: la professoressa Ana Palacio, già ministro degli esteri spagnolo; il professor Mario Rasetti, emerito di fisica teorica al Politecnico di Torino e presidente del comitato scientifico di CENTAI; il dottor Hamza Yusuf, presidente dello Zaytuna College di Berkeley, CA; il professor Aviad Hacohen, presidente dell’Academic Center for Law and Science di Hod HaSharon, in Israele, già decano della facoltà di legge; il professor Sebastiano Maffettone, direttore di Ethos, presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma.

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Gli alunni del Centro scelgono i licei, nel Nord-Est le scuole tecniche

Orientamento scolastico

Lo scenario dell’orientamento scolastico nel nostro Paese è al centro del Salone Orientamenti di Genova, organizzato dalla Regione Liguria, che si è aperto il 15 novembre ai Magazzini del Cotone del Porto Antico e si chiuderà giovedì 17. Quello che è diventato ormai uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della scuola e del lavoro propone, in questa 27^ edizione, 350 eventi in presenza e online e 800 testimonial, ospita 140 espositori, 84 aziende che offrono quasi 1.000 opportunità di lavoro alle migliaia di studenti che parteciperanno con la guida di 400 coetanei chiamati “bussole”.

I ragazzi del Centro Italia sono attratti dai licei, quelli del Nord Est puntano sugli istituti tecnici, mentre quelli di Emilia-Romagna, Puglia, Basilicata e Liguria optano per i professionali.

“Orientamenti – ha commentato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – è un’occasione fondamentale in cui si parla di futuro dei nostri giovani, di lavoro, di crescita e di tutto quello di cui l’Italia ha bisogno. Il Salone è un benchmark nazionale nel settore della formazione e dell’orientamento perchè in queste sale costruiamo l’infrastruttura più importante del Paese: testa, volontà e cuore dei ragazzi che saranno il motore dell’Italia nei prossimi anni”.

Il Lazio detiene il primato italiano di studenti iscritti nei licei (63,4%) soprattutto scientifico, seguito da linguistico e scienze umane che ha superato anche il classico. In seconda posizione l’Abruzzo (57,9%) e in terza l’Umbria (55,5%). Veneto (42,8%) ed E-Romagna (44,2%) agli ultimi due posti per la scelta dei licei a fronte di una media nazionale del 51%. Di contro i ragazzi veneti si iscrivono più che altrove negli istituti tecnici: 38,6%, quasi 7 punti percentuali oltre la media italiana (31,7%) e su livelli di poco inferiori FVG (37,3%) e Lombardia (36,2%). Lazio (25%) e Campania (27,3%) le regioni con meno iscritti. Sul fronte dei professionali la leadership spetta all’E-Romagna: 20,3% degli iscritti. Al di sopra delle media italiana (17,3%) anche Puglia (19,4%), Basilicata (19,3%) e Liguria (18,7%).

In Italia si contano 128 ITS (Istituti Tecnici Superiori) distribuiti in tutta la Penisola. Ai ragazzi presenti al Salone è stato raccontato con testimonianze dirette l’universo degli ITS e delle opportunità che offrono. A parlane con i ragazzi Ilaria Cavo, ex assessore regionale all’istruzione e formazione della Regione Liguria, il vice presidente di Confindustria Giovanni Brugnoli, gli assessori regionali del Lazio Claudio Di Berardino, della Toscana Alessandra Nardini e Marco Scajola, assessore alla formazione e orientamento della Regione Liguria.

“Possiamo dire che mai come oggi – afferma Guido Torrielli, presidente della Rete ITS Italy – è davvero il tempo degli ITS. La recente riforma ha creato le condizioni per uno sviluppo del sistema di formazione tecnica post-diploma. Grazie al lavoro che stiamo svolgendo siamo fiduciosi di poter dare agli Istituti gli strumenti indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi fissati, a partire da quello dei 44 mila iscritti nel 2026”.

“Quello sugli ITS – ha commentato l’assessore alla Formazione e all’Orientamento di Regione Liguria Marco Scajola – è un approfondimento che abbiamo fortemente voluto in questa edizione di Orientamenti perchè i numeri dimostrano il successo e il valore che portano alle persone e al mondo del lavoro grazie all’alto contenuto tecnologico e innovativo dei corsi e a un modello basato sulla collaborazione tra imprese, scuola e università”.

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Nasce in Italia il primo Liceo digitale

Alunni con dotazioni digitali per la didattica

Nasce in Italia il primo liceo digitale, un particolare indirizzo di studi in collaborazione tra Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, Leonardo e il ministero dell’Istruzione.
Il progetto nasce per realizzare il Piano Nazionale Scuola Digitale, che chiede agli istituti di sviluppare nei curricula scolastici anche le competenze digitali oggi indispensabili.
L’altra motivazione che ha portato alla nascita del liceo digitale è la cooperazione fra competenze scientifiche e umanistiche, fondamentali per creare figure che sappiano comprendere il mondo e gestire gli strumenti che saranno sempre più richieste sul lavoro.

La prima classe del liceo sarà composta da 30 studenti.

Il liceo digitale è una importante innovazione nel sistema Education – ha affermato durante la cerimonia il Presidente di Fondazione Leonardo, Luciano Violante – che ha l’obiettivo di formare giovani con competenze adeguate al mondo digitale. Il Liceo è stato ideato e progettato da Fondazione Leonardo-CdM; sostenuto con tenacia e generosità dal Ministro Bianchi, dalle direzioni del Ministero, dai vertici e dai tecnici di Leonardo, dagli insegnanti e dalla dirigente dell’Istituto Matteucci. Confidiamo che il nuovo governo possa continuare su questa strada anche per colmare il nostro deficit di competenze digitali, dal momento che mancano più di un milione di esperti”.

Nasce il primo liceo digitale italiano: come funziona il percorso di studi

I primi trenta alunni di questo percorso scolastico studieranno matematica, informatica, fisica e le altre materie più tradizionali, in combinazione con altre più innovative come intelligenza artificiale e robotica, e discipline filosofiche e umanistiche, che contribuiranno a sviluppare negli studenti un pensiero più completo sulle implicazioni etiche, economiche e sociali legate allo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale.

Nel biennio gli esperti di Leonardo collaboreranno con i docenti sulla formazione e l’insegnamento dell’intelligenza artificiale, sia per le tematiche tecniche sia per gli aspetti di natura umanistica.

Negli ultimi tre anni gli studenti potranno invece realizzare progetti specifici di intelligenza artificiale sempre grazie all’affiancamento di un tutor di Leonardo, parallelamente a uno stage formativo in azienda.

“Il liceo digitale è una importante innovazione nel sistema Education – ha affermato ancora il presidente di Fondazione Leonardo, Luciano Violante – che ha l’obiettivo di formare giovani con competenze adeguate al mondo digitale. Confidiamo che il nuovo governo possa continuare su questa strada anche per colmare il nostro deficit di competenze digitali, dal momento che mancano più di un milione di esperti”.

“Il compito di un’azienda come Leonardo, che ha puntato con forza sulla convergenza tra manifattura e digitale, è oggi quello di sostenere una innovazione condivisa con mondo dell’impresa, centri di ricerca, scuola e università – ha aggiunto il presidente di Leonardo, Luciano Carta -. Ecco perché la nostra azienda, nel 2021, ha attivato 776 percorsi formativi tra stage, programmi di apprendistato, tirocini e alternanza scuola-lavoro. Per lo stesso motivo numerosi dipendenti di Leonardo si sono impegnati in più di 1.400 ore di docenza in quattro istituti tecnici superiori italiani”.

“Ci mancano mille tecnici digitali, voi sarete alcuni di questi tecnici“, ha detto ai ragazzi il presidente della Fondazione, Luciano Violante, presentando l’iniziativa nella scuola.

“Per supportare la transizione digitale e sviluppare le tecnologie del futuro – ha chiosato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo – occorre investire nelle competenze e nel potenziamento della formazione. Un compito a cui Leonardo contribuisce da sempre attraverso la diffusione di una cultura”.

Alessandro Piobbico

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I partiti politici firmano accordo per avere un Consiglio scientifico su Clima e Ambiente

Firma dei partiti per l’accordo

Nella giornata di Venerdì 23 settembre, proprio in simbolica concomitanza con lo sciopero globale indetto dal movimento ambientalista Fridays for future, tutte le maggiori forze politiche italiane hanno firmato un accordo pre-elettorale per l’istituzione di un Consiglio scientifico su Clima e Ambiente.

L’accordo, presentato in conferenza stampa presso la sede del CNEL a Roma, impegna le forze politiche firmatarie ad istituire, all’inizio della prossima legislatura, un organo di consulenza scientifica che supporti l’attività del parlamento e del governo nell’elaborazione di provvedimenti per la gestione dell’attuale crisi climatica e ambientale. In particolare, come specificato nell’accordo, tale organo verrà creato con una legge che ne definirà̀ le interazioni con il Governo, il Parlamento e l’opinione pubblica, e sarà costituito da scienziati rappresentanti le università, gli enti di ricerca e le società scientifiche, selezionati per la loro competenza e indipendenza. Tale organo, provvisoriamente denominato Consiglio scientifico per il Clima e per l’Ambiente (CSCA) avrà una funzione preparatoria, nella discussione di provvedimenti riguardo clima e ambiente, e al contempo una funzione valutativa, e di eventuale stimolo al miglioramento, dei provvedimenti in atto. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato scientifico “La Scienza al Voto”, che raccoglie 18 tra i maggiori scienziati italiani di clima e ambiente, e rientra nella campagna “Scegliamo Il Futuro”, lanciata dal Comitato e rivolta ai cittadini e alle forze politiche.

Il consenso, espresso da tutti i maggiori partiti, evidenzia il carattere urgente e trasversale della proposta, che prescinde l’ideologia politica e richiama la necessità di un impegno condiviso per affrontare l’imminente emergenza climatica. «Abbiamo idee diverse sul futuro, ma per realizzarle dobbiamo essere uniti sul clima» spiega Alessandra Bonoli, ingegnere ambientale e della transizione, Università di Bologna, e relatrice alla conferenza stampa, «Non si tratta solo di scegliere democraticamente il futuro che auspichiamo, ma di scegliere il futuro tout court, perché se non lottiamo insieme contro la crisi climatica e ambientale, al suo aggravarsi saremo sempre più costretti a rincorrere le emergenze climatiche che già oggi sono purtroppo evidenti».

La promessa formalizzata nell’accordo risponde alla necessità crescente di strutturare la comunicazione tra scienza e politica, per un’azione continuata, collettiva e responsabile. «Alle forze politiche abbiamo chiesto di istituzionalizzare un dialogo con la scienza su clima e ambiente, per poterle aiutare a realizzare le proprie visioni, ottimizzando le risorse impiegate ed evitando di doverne spendere sempre più in futuro» spiega Antonello Pasini, fisico del clima CNR e Coordinatore del comitato scientifico. Il primo passo sarà quello di creare un gruppo di contatto tra il Comitato e il nuovo parlamento, che nei primi mesi della legislatura si coordinerà per presentare una proposta di legge che istituisca il Consiglio Scientifico Clima e Ambiente e per fare in modo che diventi legge il prima possibile.

L’accordo è stato firmato dai seguenti partiti: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Italia Viva, +Europa, Impegno Civico, Partito Democratico, Europa Verde, Sinistra Italiana, MoVimento 5 Stelle, Unione Popolare.

In linea con la proposta di Scienza al voto, sono numerose le iniziative che promuovono l’istituzione di un dialogo strutturato tra scienza e politica. All’evento era presente una rappresentante di Scienza in Parlamento, il progetto lanciato con l’appello di ricercatori e giornalisti scientifici, che propone l’istituzione di un organo di consulenza scientifica parlamentare, a supporto dell’attività legislativa, in merito ai temi di scienza e tecnologia. Un organo che, come il futuro CSCA, si affianchi alla politica, garantendo un servizio efficiente di documentazione e consulenza, affinché i decisori siano in grado di fare delle scelte più efficaci e informate. Durante la campagna elettorale, diverse associazioni ed iniziative si sono rivolte ai partiti per richiamare l’attenzione sul rapporto tra scienza e politica. Sia il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, che il Patto Trasversale per la Scienza hanno inviato una lettera aperta alle forze politiche con l’invito a riconsiderare la centralità della ricerca scientifica, richiedendo programmi all’altezza delle sfide che ci aspettano.

La sottoscrizione dell’accordo, ottenuta da Scienza al voto, segna un primo traguardo per la creazione di un sistema di supporto reciproco, tra scienza e politica, che sia una risorsa, e non una criticità, per lo sviluppo del nostro paese.

Ing. Alessandro Piobbico
Docente e Giornalista scientifico

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Scienza & Ricerca: il futuro dell’Italia

Sono queste le parole d’ordine del Piano quinquennale 2023-2027 per la Ricerca Pubblica firmato da un gruppo di scienziati di cui molti esponenti della prestigiosa Accademici dei Lincei.

Giovani ricercatori

Il fisico e accademico Ugo Amaldi, il matematico e direttore della Scuola Normale di Pisa, Luigi Ambrosio accademico dei Lincei, il fisico e accademico dei Lincei Luciano Maiani e l’immunologa e docente della Sapienza Angela Santoni hanno infatti diffuso oggi un testo che è il punto di arrivo di un processo iniziato con l’Appello al Governo e al Parlamento del marzo 2021. L’Appello di marzo era stato firmato da Ugo Amaldi, Angela Bracco, Cinzia Caporale, Luisa Cifarelli, Daniela Corda, Paolo De Bernardis, Massimo Inguscio, Massimo Livi-Bacci, Luciano Maiani, Alberto Mantovani, Giorgio Parisi, Alberto Quadrio Curzio, Angela Santoni, Lucia Votano, affinché fossero utilizzati con intelligenza e lungimiranza i fondi del Pnrr. “Grazie alla disponibilità del Governo e del Parlamento, che hanno saputo ascoltare pareri e suggerimenti del mondo scientifico, la ricerca pubblica italiana ha, dopo molti anni, fondi e possibilità di progettare per il medio termine. Ma cosa accadrà a più lungo termine quando nel 2026 i fondi del Pnrr saranno finiti?” si chiedono gli scienziati. Anche per rispondere a questa domanda, nel marzo 2022, ricordano, è stato istituito dal Mur un Tavolo Tecnico per la Ricerca Fondamentale coordinato da Luigi Ambrosio. Nel Rapporto finale – dal titolo Proposte del Tavolo tecnico per la Strategia italiana in tema di ricerca fondamentale – sono formulate proposte concrete per finanziare soltanto progetti scientifici di qualità, aumentare il numero di ricercatori, dando loro sicurezza di futuro e strumentazioni adeguate, e rendere più meritocratici i criteri di assegnazione delle risorse. “Queste proposte sono basate sulle richieste economiche presentate e giustificate nel Piano quinquennale 2023-2027 per la Ricerca Pubblica, che viene ora reso pubblico affinché entri a far parte del dibattito sociale e politico” annunciano Amaldi, Ambrosio, Maiani e Santoni.

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Soddisfazione per le celebrazioni del centenario francescano

Patto Civico (Assisi Domani e Assisi Civica) esprime immensa soddisfazione per l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del disegno di legge per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Si tratta di un risultato importante e alla vigilia quasi insperato vista la situazione politica e le Camere sciolte per il prossimo voto nazionale.

Si tratta di un risultato storico per la città di Assisi che si avvia a vivere una ricorrenza significativa per la comunità religiosa e per la comunità laica.

È doveroso ringraziare il nostro sindaco Stefania Proietti che con generosità e caparbietà si è impegnata in un’opera di sensibilizzazione presso tutte le forze politiche del Parlamento per riuscire a portare a casa il provvedimento legislativo. Un ringraziamento altrettanto doveroso a tutti i parlamentari che, al di là dell’appartenenza, hanno dimostrato responsabilità politica nell’abbracciare la causa del nostro serafico Santo, nel comprendere che la figura ed i valori di pace e fraternità espressi da San Francesco appartengono al mondo, sono un patrimonio di tutti e che Assisi ha il dovere di custodirli e trasmetterli.

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Transumano e Postumano

Civiltà Cattolica, prestigiosa rivista dei Gesuiti, da sempre é attenta ai cambiamenti umani e tecnologici che stiamo vivendo. A riguardo ne è testimonianza l’ultimo contributo di Giovanni Cucci, nell’ultimo numero del quindicinale. In questo caso si parla delle implicazioni che la tecnologia ha nei confronti dell’essere umano, tanto da essere oramai da molti anni coniata la parola Transumano (transumanesimo) e Postumano (postumanesimo).

Transizione scuola-lavoro ancora difficile, un progetto coinvolge aule e imprese

Il 30% degli studenti in uscita dalle superiori sperimenterà difficoltà nella transizione scuola-lavoro fino al 2030.
In particolare, gli studenti in uscita dagli istituti professionali registreranno la percentuale di ‘mismatch’ più alta (+94%). Sono i dati che emergono dallo studio EY ‘Transizioni scuola-lavorò che approfondisce le caratteristiche della transizione scuola-lavoro in Italia e l’importanza dello sviluppo delle competenze legate all’imprenditorialità.
Lo studio evidenzia la rilevanza di un orientamento scolastico e professionale efficace, di un allineamento del sistema educativo alle esigenze del mercato del lavoro e di interventi specifici per colmare lo skill mismatch e migliorare la corrispondenza tra domanda e offerta lavorativa. Grazie al modello predittivo sviluppato da EY, per ridurre lo skill mismatch risulta fondamentale consolidare le competenze sociali ed emotive (prosocialità, stabilità emotiva e resilienza), che corrispondono a quelle più ricercate dalle imprese, in quanto permetteranno di diminuire l’indice di mismatch generale (la prosocialità del 22% e la stabilità emotiva del 15%).

Per favorire la creazione di un ponte tra le aule e l’imprenditoria, nasce il Programma UPSHIFT for Youth sviluppato dall’UNICEF e Junior Achievement Italia, (candidata al Premio Nobel per la Pace 2022, 2023 e 2024) che a partire da quest’anno e per i prossimi tre anni vedrà il prezioso coinvolgimento di EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza, e EY Foundation Ente Filantropico del Terzo Settore.

‘La partnership duratura con UNICEF ci consente di rispondere insieme e con sempre più impatto alle disuguaglianze educative e all’inclusione lavorativa di molti giovani studentesse e studenti inseriti nelle nostre scuole a indirizzo tecnico. Grazie alla nuova collaborazione con EY e la sua fondazione porteremo modelli didattici collaudati nei territori creando ecosistemi educativi – imprenditoriali con imprese locali – ha detto Miriam Cresta, CEO di JA Italia ETS -. Superare il divario fra le competenze richieste dalle aziende e la preparazione di ragazzi e ragazze che completano il loro percorso scolastico è fondamentale per diminuire il tasso di disoccupazione e garantire la crescita e la competitività del sistema produttivo italiano, ma richiede la sinergia fra terzo settore, mondo delle aziende, scuole, istituzioni: siamo per questo molto felici di vedere che l’insieme di realtà che sostengono il progetto UPSHIFT si allarga sempre più, andando in questa direzione e dando vita anche a momenti di dialogo e scambio di best practicè.

Il mercato del lavoro in Italia oggi è soggetto a una profonda trasformazione, che sarà accelerata nei prossimi anni dalla diffusione di soluzioni tecnologiche basate sull’IA e sulla robotica avanzata nei processi aziendali. Le aziende cercano profili sempre più complessi, già formati o da formare, ma i giovani fanno sempre più fatica ad inserirsi in modo stabile e qualificato nel mercato del lavoro. La risposta sta nel consentire ai nostri ragazzi di uscire dalla scuola con un bagaglio di competenze articolato, che combini una buona preparazione tecnica a competenze sociali ed emotive: solo così potranno affrontare con successo la transizione tra scuola e lavoro, che è uno dei momenti più delicati della vita. E bisogna dare questa opportunità a tuttì.

‘Il programma UPSHIFT si distingue per il suo impegno nell’ascoltare e valorizzare le opinioni degli studenti riguardo le sfide che li toccano più da vicino, e nell’offrire loro una piattaforma per proporre soluzioni innovative e concrete. Queste idee – ha spiegato Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore risposta in Italia, Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale -contribuiscono a guidare le decisioni su temi fondamentali come le competenze necessarie a crescere come individui e professionisti. La collaborazione, avviata sei anni fa con JA Italia, si arricchisce ora della partnership strategica con EY e con la Fondazione EY. Finora, il programma ha coinvolto circa 6.000 giovani, ottenendo risultati concreti nello sviluppo delle loro competenze e nell’affrontare con successo le sfide legate all’orientamento professionale, alla partecipazione attiva e all’inclusione sociale. Da oggi apriamo un nuovo capitolo che ci permetterà di rafforzare e valorizzare le collaborazioni con enti locali essenziali per facilitare il passaggio degli adolescenti dal mondo della scuola a quello del lavorò.

UPSHIFT è il programma dell’UNICEF per lo sviluppo delle competenze del XXI secolo ed educazione all’imprenditorialità, con l’obiettivo di facilitare l’orientamento nella scelta dei percorsi di studio, la cittadinanza attiva e la futura occupabilità di adolescenti e giovani, in particolar modo in situazioni di svantaggio. Già implementato in 46 Paesi, in Italia è stato introdotto dal 2018 in partenariato con Junior Achievement. Sotto il quadro della Garanzia europea per l’infanzia, il modello è attualmente realizzato all’interno del sistema di educazione formale, attraverso un Protocollo d’Intesa tra l’UNICEF e il Ministero dell’istruzione e del merito e in collaborazione con cinque Uffici Scolastici Regionali. Le scuole coinvolte sono selezionate tramite indicatori indiretti di svantaggio, tra cui il tasso di dispersione scolastica, la percentuale di studenti con background migratorio e i risultati Invalsi. La sperimentazione in Italia gode inoltre della collaborazione con l’INDIRE, con l’intento di documentare il modello tra le idee di didattica innovativa del Movimento delle Avanguardie Educative.

Il programma è gratuito, riconosciuto ai fini dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) e inseribile anche nel programma di Educazione civica. Articolato in due annualità scolastiche per le scuole secondarie di II grado, il percorso nasce con l’obiettivo di migliorare l’offerta formativa per gli studenti (target 15-18 anni), promuovendo creatività, imprenditorialità e l’acquisizione di competenze di vita spendibili nel futuro e proposte con un’alta componente esperienziale, anche attraverso la partecipazione di mentor aziendali.

L’astronomia con gli occhi di Dante

Vi comunico l’uscita del mio nuovo libro, dal titolo L’astronomia con gli occhi di Dante (2023, Il Formichiere editore)

Si può acquistare a questo link: https://www.amazon.it/Lastronomia-occhi-Dante-Alessandro-Piobbico/dp/8831248898

Tratta di astronomia attraverso le opere del Sommo Poeta, ideale per Studenti, Docenti o curiosi che si vogliono avvicinare alla scoperta delle meraviglie del Cielo, grazie alle parole di Dante Alighieri. Incontreremo Stelle, Pianeti, Costellazioni, Comete e fenomeni astronomici che non smetteranno mai di affascinarci, come le parole di Dante.

Un caro saluto a tutti voi.

Prof. Alessandro Piobbico
www.astronomiacongliocchididante.it

100 anni dalla nascita di Don Milani

Ricorrono oggi i 100 anni dalla nascita di Don Milani, era nato il 27 maggio 1923, a Firenze, don Lorenzo Milani, “uno di quegli uomini che per le sue scelte nette e coerenti, le sue rigide prese di posizione, il linguaggio tagliente e preciso, la logica stringente si tirava facilmente addosso grandi consensi o grandi dissensi con schieramenti preconcetti che hanno spesso offuscato la sua vera dimensione” – sosteneva Gesualdi, uno dei “suoi ragazzi” e che continua il suo messaggio. Don Milani è stato sacerdote e maestro perchè convinto che la mancanza di cultura era un ostacolo all’evangelizzazione e all’elevazione sociale e civile del suo popolo. “Il Centenario della nascita di don Lorenzo Milani non può essere una celebrazione storica scontata – afferma il presidente dell’Istituzione culturale don Milani, Leandro Lombardi -, ma vogliamo che diventi un’occasione per riscoprire quanto il suo messaggio sia più attuale che mai, ci aiuti a capire il nostro tempo e a trovare nuove soluzioni per i nostri”. Il Comitato nazionale per il Centenario della nascita del priore, costituito nel dicembre 2022 per iniziativa della Fondazione don Lorenzo Milani, dell’Istituzione don Lorenzo Milani di Vicchio, il comune in cui si trova Barbiana, dell’Associazione di Volontariato Gruppo don Lorenzo Milani di Calenzano, e che gode dell’Alto Patronato del presidente della Repubblica, ha lavorato proprio perché l’anniversario possa promuovere soprattutto l’approfondimento e la riflessione sull’attualità dell’esperienza del priore con l’ambizione di sollecitare, ispirato dalla sua figura, un impegno diffuso per la realizzazione di un futuro più giusto per tutti. Maestro quindi, insegnante di vita, soprattutto per gli ultimi come diceva lui; famosa è rimasta la frase “Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” a significare che chi ha bisogno di attenzioni, ha bisogno di maggiori attenzioni. Nel maggio del 1967 esce per la piccola casa editrice fiorentina LEF un libro dal titolo Lettera a una professoressa. L’hanno scritto don Lorenzo Milani e gli alunni della scuola di Barbiana, una canonica del Mugello a pochi chilometri da Firenze. Un luogo sperduto dell’Appennino, afflitto, ancora negli anni del miracolo economico, dalla miseria e dall’arretratezza. Un luogo di esilio dove don Milani è arrivato il 7 dicembre del 1954, a 31 anni. Niente acqua, né luce, né una strada per arrivarci. Ci vivevano quaranta anime. Il libro nasceva sulla necessità di riformare il sistema educativo, che sfocerà nelle grandi battaglie per la scuola degli anni settanta con una riflessione sulla autorità degli insegnanti, della voglia di studiare dei ragazzi, dello stare in disparte dei genitori, come l’inizio, insomma, di quello che sarà chiamato “donmilanismo”. Su Lettera a una professoressa si fanno seminari in tutte le università occupate, nel ’68 diventa uno spettacolo teatrale contro l’autoritarismo. Gli insegnanti lo usano per sperimentare nuove forme di didattica, nascono scuole popolari ispirate all’esperienza di Barbiana. Gianni Rodari e il Movimento di cooperazione educativa gli dedicano scritti e riflessioni. Tutti coloro che hanno a cuore il problema dell’educazione si confrontano con Lettera a una professoressa. Molti dimenticano che il libro riguarda la scuola dell’obbligo e non il liceo o l’università. La questione dell’obbligo scolastico è più di ogni altra la cartina di tornasole di ogni sistema che voglia dirsi democratico. Forte è anche il tema dell’inclusione di tutti i ragazzi, e per il Prete di Barbiana, l’attenzione va rivolta a quei ragazzi problematici, bisognosi, poveri che vengono posti al margine dalla società e dalle famiglie. Un esempio didattico che grazie alle maestre e ai maestri che trasformano la scuola primaria italiana, e grazie ai linguisti che colgono l’originalità radicale dell’esperienza di Barbiana: il cuore della lettera e di tutto l’insegnamento di don Milani non sta nel non bocciare, o nel disobbedire, quanto nel ben più impegnativo dare tutti gli usi della parola a tutti. Un prete progressista potremmo dire. “La scuola siede tra il passato e il futuro”, scrive don Lorenzo Milani, “e deve averli presenti entrambi”.

Biografia: vai al link

Prof. Alessandro Piobbico