L’Intelligenza Artificiale quale nuova Religione?

Pubblicato dalla Pontificia Accademia per la Vita, promosso dalla Fondazione RenAIssance e siglato per la prima volta nel febbraio 2020 anche da Microsoft, la Rome Call for AI Ethics è un documento nato per sostenere l’impegno verso lo sviluppo di tecnologie AI trasparenti, inclusive, socialmente vantaggiose e responsabili ed ora sottoscritto anche da parte dei leader religiosi ebraici e musulmani.

Promosso dalla Fondazione vaticana RenAIssance, dal Forum per la Pace di Abu Dhabi (Emirati Arabi) e dalla Commissione per il dialogo interreligioso del Gran Rabbinato di Israele, l’evento, l’evento ha visto la partecipazione anche Microsoft e Ibm.

“È un evento di grande importanza quello che ci vede uniti, assieme ai nostri fratelli ebrei e musulmani, per chiedere al mondo di pensare e agire in nome della fratellanza e della pace, anche in campo tecnologico – ha spiegato l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e della Fondazione RenAIssance – La firma della Rome Call da parte di leader religiosi ebrei e musulmani e la richiesta congiunta di un’algoretica che guidi la progettazione dell’intelligenza artificiale parla proprio di questo: della necessità sempre più urgente di costruire percorsi di pace, di rispetto reciproco, di dialogo e di comunità”.

Firma congiunta della RomeCall for AIEthics da parte di cattolici, ebrei e musulmani.

Il Papa: “Un segno di speranza. Le religioni accompagnano l’umanità nello sviluppo di una tecnologia centrata sull’uomo”

Le moderne tecnologie, sempre più utilizzate in ogni ambito della società, siano al servizio e nella disponibilità di tutti, anche dei più svantaggiati. A chiederlo è stato stamane Papa Francesco che ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Incontro “AI Ethics: An Abrahamic commitment to the Rome Call”, promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Fondazione RenAIssance, presso la Casina Pio IV in Vaticano.

Lodando che il Protocollo sull’intelligenza artificiale sia stato firmato quest’anno dalle religioni cosiddette “abramitiche”, cioè anche dai rappresentanti dell’ebraismo e dell’Islam oltre che del cattolicesimo, Francesco ha chiesto che “l’algoretica, ossia la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente, oltre che nel dibattito pubblico, anche nello sviluppo delle soluzioni tecniche”.

La cerimonia preceduta da una prima riflessione sull’urgenza dell’algoretica, presentata da padre Paolo Benanti, professore straordinario di Etica delle tecnologie presso la Pontificia Università Gregoriana e direttore scientifico della Fondazione RenAIssance. Dopo l’udienza papale, nel pomeriggio intervenuti relatori esperti del tema: la professoressa Ana Palacio, già ministro degli esteri spagnolo; il professor Mario Rasetti, emerito di fisica teorica al Politecnico di Torino e presidente del comitato scientifico di CENTAI; il dottor Hamza Yusuf, presidente dello Zaytuna College di Berkeley, CA; il professor Aviad Hacohen, presidente dell’Academic Center for Law and Science di Hod HaSharon, in Israele, già decano della facoltà di legge; il professor Sebastiano Maffettone, direttore di Ethos, presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma.