Transumano e Postumano

Civiltà Cattolica, prestigiosa rivista dei Gesuiti, da sempre é attenta ai cambiamenti umani e tecnologici che stiamo vivendo. A riguardo ne è testimonianza l’ultimo contributo di Giovanni Cucci, nell’ultimo numero del quindicinale. In questo caso si parla delle implicazioni che la tecnologia ha nei confronti dell’essere umano, tanto da essere oramai da molti anni coniata la parola Transumano (transumanesimo) e Postumano (postumanesimo).

Robot allo specchio

“Essere o non essere?” Chissà se il robot in questione – guardandosi allo specchio – avrà pronunciato questa frase? Crediamo proprio di no!
Ma la notizia riportata dall’ANSA, in cui un robot è in grado di guardarsi allo specchio e crearsi un’immagine del proprio corpo partendo da zero, è sensazionale. La fonte è della rivista Science Robotics, in cui viene spiegato che è stato sviluppato dal gruppo della Columbia University di New York coordinato da Hod Lipson un robot che grazie alla Intelligenza Artificiale è in grado di “riconoscersi” allo specchio. Per gli esseri umani – e i bambini lo imparano già a un anno di età – l’autocoscienza del proprio corpo si mette in atto ogni volta che ci si muove o quando si devono fare movimenti complessi.

Per noi il processo è possibile grazie a una sorta di visualizzazione di sè stessi che si apprende nel tempo, con l’esperienza, cadendo e rialzandosi, osservando gli altri e guardandosi allo specchio. Qualcosa di analogo sono riusciti a far fare i ricercatori americani, con un braccio robotico, il meccanismo privo di dati sulla propria forma è stato circondato da 5 videocamere e per 3 ore si è mosso in tutti i modi possibili. I dati dei movimenti e quelli delle telecamere sono poi stati analizzati e messi in correlazione dalla sua intelligenza artificiale, una rete deep neural dalla quale ha preso “consapevolzza” del proprio corpo, senza alcun intervento umano.
Una volta auto-istruito il robot è stato capace in autonomia di toccare oggetti evitando di urtarne altri e ci è riuscito anche quando i ricercatori inducevano malfunzionamenti ad alcuni dei suoi snodi.

Questa forma di consapevolezza è fondamentale perché i robot possano davvero imparare a interagire con l’ambiente che li circonda e che, secondo Lipson, “è una forma primitiva di autocoscienza”. Ovviamente, ha precisato, è molto “banale rispetto a quella degli esseri umani, ma da qualche parte bisogna cominciare”.

Sicuramente si tratta di un passo in avanti importante per i futuri robot che dovranno essere capaci di interagire in modo naturale con l’ambiente che li circonda.

Il cielo dei poeti, i poeti del cielo


La letteratura ha sempre associato gli astri alle divinità (vedi Dante). la rivoluzione copernicana ha cambiato tutto (vedi Leopardi, ma anche Pascoli…)

In letteratura, gli astri compaiono sin dai testi antichi collegati a divinità(Mercurio, Venere, Marte…) e inseriti in un ordine cosmico da decifrare. Dante,che era convinto che, pianeti e Sole a parte, le stelle fossero fisse in un unico cielo, non vuole soltanto rivederle uscendo dall’Inferno, ma vuole ascendere per comprenderle e per poter poi inserirsi nel movimento d’amore che le fa ruotare, assieme al sole, per il desiderio di unirsi a Dio.

Ma con la svolta copernicana la Terra perde il suo posto centrale nell’universo e gli astri non hanno più un senso proprio: «Che fai tu, luna, in ciel?», si chiede Giacomo Leopardiattraverso la semplice e terribile domanda di un pastore che vaga in Asia con il suo gregge, e in effetti a dubbi profondi come questi tenta di rispondere molta letteratura romantica e moderna, a volte creando nuovi miti che partono non dalle storie antiche o dall’astrologia, bensì dalle osservazioni scientifiche più recenti, per trovare però un significato ancora nascosto.

Così ha fatto Giovanni Pascoliin un suo poemetto intitolato Il ciocco, compreso nella raccolta dei Canti di Castelvecchio (1903). Nella sua prima parte ci troviamo in Garfagnana mentre, durante una veglia contadina, viene bruciato un grande pezzo di legno con un formicaio: e si parla della comunità delle formiche come di un microcosmo. Nella seconda, uscendo all’aperto nella stessa limpida notte di novembre, il poeta vede che il cielo brilla «d’un infinito riscintillamento» e comincia a immaginarsi la Terra come piccola sfera lanciata a velocità folle, e poi il Sole, la Galassia, insomma il macrocosmo inteso come uno scenario immenso in cui compaiono «lampi dalle freccie de’ sagittari» o «guizzi dalle corde/ delle aeree lire». Pascoli conosceva le opere dell’astronomo e divulgatore francese Camille Flammarion, tuttavia non rinuncia ad animare l’Universo di nuove componenti mitologiche, insomma a ridare una vita immaginaria a quello che, altrimenti, sarebbe solo uno sterminato territorio di morte. Proprio come in un ciocco si possono trovare esistenze piccole ma meravigliose, così nello spazio siderale si possono trovare le tracce della fantasia umana, che ha dato il nome di Leone o di Orsa a gruppi di stelle, magari lontanissime tra di loro. E il poeta-fanciullino, capace di seguire l’immaginazione più pura, può riuscire nell’impresa di cogliere un legame tra la nostra capacità di fantasticare e l’intima costituzione dell’universo.

Ma un secolo dopo, nelle due poesie intitolate Supernove e pubblicate nel 2008 in Pitture nere su carta, un altro grande poeta da poco scomparso, Mario Benedetti,ci presenta invece uno spazio privo di miti. Una stella che esplode è descritta come «grande nube. Bianca, fucsia. Bianchi,/ innumeri frammenti nel nero», perché non ci sono esseri soprannaturali ad abitare l’universo. Resta la possibilità di leggere l’oscuro arabesco che è adesso il cielo, osservato attraverso i super-telescopi, tuttavia non abbiamo codici specifici per interpretarlo. Benedetti prova a farlo citando e scomponendo versi del Paradiso dantesco, ma il risultato è che, nella profondità del cosmo, non sappiamo più trovare nessun segnale divino. Almeno per ora, a noi giunge solo un’«eco di luce che non da sé è vera».

L’Animatore Digitale

L’Animatore Digitale è la figura prevista dal Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD): è un docente di ruolo con spiccate capacità organizzative con il compito di seguire, per il prossimo triennio, il processo di digitalizzazione della scuola di appartenenza.

L’Animatore digitale è chiamato ad organizzare attività e laboratori per formare la comunità scolastica sui temi del PNSD; a individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili (ambienti di apprendimento integrati, biblioteche multimediali, ammodernamento di siti internet, etc.); a lavorare per la diffusione di una cultura digitale condivisa tra tutti i protagonisti del mondo dell’istruzione, stimolando soprattutto la partecipazione e la creatività degli studenti.

Il Team per l’innovazione digitale, costituito da 3 docenti, ha la funzione di supportare e accompagnare l’innovazione didattica nelle istituzioni scolastiche e l’attività dell’Animatore digitale.

Team per l’innovazione digitale e figure di coordinamento, avvio attività formative

Il MIUR, con le note n. 4604 e 4605 del 03/03/2016:

indicazioni per le attività formative del personale scolastico nell’ambito del PNSD e per l’organizzazione e coordinamento delle stesse.

Il MIUR, con le note n. 4604 e 4605 del 03/03/2016:

indicazioni per le attività formative del personale scolastico nell’ambito del PNSD e per l’organizzazione e coordinamento delle stesse.

Percorsi formativi previsti
  • Formazione degli animatori digitali (azione #28 del PNSD), finanziata con le risorse previste dal D.M. n.435 del 2015;
  • Formazione del team per l’innovazione digitale (azione #25 del PNSD), finanziata con le risorse previste dal D.M. 762/2014;
  • Formazione per l’innovazione didattica e organizzativa del personale scolastico: dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi (di seguito, DSGA), personale amministrativo e tecnico, docenti (azione #25 del PNSD) e assistenti tecnici (che andranno a costituire i Presidi di pronto soccorso tecnico per le scuole del primo ciclo – azione #26 del PNSD), finanziata con le risorse PON “Per la Scuola” 2014-2020;
  • Esperienze di alta formazione all’estero per dirigenti scolastici e docenti e la mobilità Erasmus+ per gli animatori digitali.