Nasce in Italia il primo Liceo digitale

Alunni con dotazioni digitali per la didattica

Nasce in Italia il primo liceo digitale, un particolare indirizzo di studi in collaborazione tra Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, Leonardo e il ministero dell’Istruzione.
Il progetto nasce per realizzare il Piano Nazionale Scuola Digitale, che chiede agli istituti di sviluppare nei curricula scolastici anche le competenze digitali oggi indispensabili.
L’altra motivazione che ha portato alla nascita del liceo digitale è la cooperazione fra competenze scientifiche e umanistiche, fondamentali per creare figure che sappiano comprendere il mondo e gestire gli strumenti che saranno sempre più richieste sul lavoro.

La prima classe del liceo sarà composta da 30 studenti.

Il liceo digitale è una importante innovazione nel sistema Education – ha affermato durante la cerimonia il Presidente di Fondazione Leonardo, Luciano Violante – che ha l’obiettivo di formare giovani con competenze adeguate al mondo digitale. Il Liceo è stato ideato e progettato da Fondazione Leonardo-CdM; sostenuto con tenacia e generosità dal Ministro Bianchi, dalle direzioni del Ministero, dai vertici e dai tecnici di Leonardo, dagli insegnanti e dalla dirigente dell’Istituto Matteucci. Confidiamo che il nuovo governo possa continuare su questa strada anche per colmare il nostro deficit di competenze digitali, dal momento che mancano più di un milione di esperti”.

Nasce il primo liceo digitale italiano: come funziona il percorso di studi

I primi trenta alunni di questo percorso scolastico studieranno matematica, informatica, fisica e le altre materie più tradizionali, in combinazione con altre più innovative come intelligenza artificiale e robotica, e discipline filosofiche e umanistiche, che contribuiranno a sviluppare negli studenti un pensiero più completo sulle implicazioni etiche, economiche e sociali legate allo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale.

Nel biennio gli esperti di Leonardo collaboreranno con i docenti sulla formazione e l’insegnamento dell’intelligenza artificiale, sia per le tematiche tecniche sia per gli aspetti di natura umanistica.

Negli ultimi tre anni gli studenti potranno invece realizzare progetti specifici di intelligenza artificiale sempre grazie all’affiancamento di un tutor di Leonardo, parallelamente a uno stage formativo in azienda.

“Il liceo digitale è una importante innovazione nel sistema Education – ha affermato ancora il presidente di Fondazione Leonardo, Luciano Violante – che ha l’obiettivo di formare giovani con competenze adeguate al mondo digitale. Confidiamo che il nuovo governo possa continuare su questa strada anche per colmare il nostro deficit di competenze digitali, dal momento che mancano più di un milione di esperti”.

“Il compito di un’azienda come Leonardo, che ha puntato con forza sulla convergenza tra manifattura e digitale, è oggi quello di sostenere una innovazione condivisa con mondo dell’impresa, centri di ricerca, scuola e università – ha aggiunto il presidente di Leonardo, Luciano Carta -. Ecco perché la nostra azienda, nel 2021, ha attivato 776 percorsi formativi tra stage, programmi di apprendistato, tirocini e alternanza scuola-lavoro. Per lo stesso motivo numerosi dipendenti di Leonardo si sono impegnati in più di 1.400 ore di docenza in quattro istituti tecnici superiori italiani”.

“Ci mancano mille tecnici digitali, voi sarete alcuni di questi tecnici“, ha detto ai ragazzi il presidente della Fondazione, Luciano Violante, presentando l’iniziativa nella scuola.

“Per supportare la transizione digitale e sviluppare le tecnologie del futuro – ha chiosato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo – occorre investire nelle competenze e nel potenziamento della formazione. Un compito a cui Leonardo contribuisce da sempre attraverso la diffusione di una cultura”.

Alessandro Piobbico

I partiti politici firmano accordo per avere un Consiglio scientifico su Clima e Ambiente

Firma dei partiti per l’accordo

Nella giornata di Venerdì 23 settembre, proprio in simbolica concomitanza con lo sciopero globale indetto dal movimento ambientalista Fridays for future, tutte le maggiori forze politiche italiane hanno firmato un accordo pre-elettorale per l’istituzione di un Consiglio scientifico su Clima e Ambiente.

L’accordo, presentato in conferenza stampa presso la sede del CNEL a Roma, impegna le forze politiche firmatarie ad istituire, all’inizio della prossima legislatura, un organo di consulenza scientifica che supporti l’attività del parlamento e del governo nell’elaborazione di provvedimenti per la gestione dell’attuale crisi climatica e ambientale. In particolare, come specificato nell’accordo, tale organo verrà creato con una legge che ne definirà̀ le interazioni con il Governo, il Parlamento e l’opinione pubblica, e sarà costituito da scienziati rappresentanti le università, gli enti di ricerca e le società scientifiche, selezionati per la loro competenza e indipendenza. Tale organo, provvisoriamente denominato Consiglio scientifico per il Clima e per l’Ambiente (CSCA) avrà una funzione preparatoria, nella discussione di provvedimenti riguardo clima e ambiente, e al contempo una funzione valutativa, e di eventuale stimolo al miglioramento, dei provvedimenti in atto. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato scientifico “La Scienza al Voto”, che raccoglie 18 tra i maggiori scienziati italiani di clima e ambiente, e rientra nella campagna “Scegliamo Il Futuro”, lanciata dal Comitato e rivolta ai cittadini e alle forze politiche.

Il consenso, espresso da tutti i maggiori partiti, evidenzia il carattere urgente e trasversale della proposta, che prescinde l’ideologia politica e richiama la necessità di un impegno condiviso per affrontare l’imminente emergenza climatica. «Abbiamo idee diverse sul futuro, ma per realizzarle dobbiamo essere uniti sul clima» spiega Alessandra Bonoli, ingegnere ambientale e della transizione, Università di Bologna, e relatrice alla conferenza stampa, «Non si tratta solo di scegliere democraticamente il futuro che auspichiamo, ma di scegliere il futuro tout court, perché se non lottiamo insieme contro la crisi climatica e ambientale, al suo aggravarsi saremo sempre più costretti a rincorrere le emergenze climatiche che già oggi sono purtroppo evidenti».

La promessa formalizzata nell’accordo risponde alla necessità crescente di strutturare la comunicazione tra scienza e politica, per un’azione continuata, collettiva e responsabile. «Alle forze politiche abbiamo chiesto di istituzionalizzare un dialogo con la scienza su clima e ambiente, per poterle aiutare a realizzare le proprie visioni, ottimizzando le risorse impiegate ed evitando di doverne spendere sempre più in futuro» spiega Antonello Pasini, fisico del clima CNR e Coordinatore del comitato scientifico. Il primo passo sarà quello di creare un gruppo di contatto tra il Comitato e il nuovo parlamento, che nei primi mesi della legislatura si coordinerà per presentare una proposta di legge che istituisca il Consiglio Scientifico Clima e Ambiente e per fare in modo che diventi legge il prima possibile.

L’accordo è stato firmato dai seguenti partiti: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Italia Viva, +Europa, Impegno Civico, Partito Democratico, Europa Verde, Sinistra Italiana, MoVimento 5 Stelle, Unione Popolare.

In linea con la proposta di Scienza al voto, sono numerose le iniziative che promuovono l’istituzione di un dialogo strutturato tra scienza e politica. All’evento era presente una rappresentante di Scienza in Parlamento, il progetto lanciato con l’appello di ricercatori e giornalisti scientifici, che propone l’istituzione di un organo di consulenza scientifica parlamentare, a supporto dell’attività legislativa, in merito ai temi di scienza e tecnologia. Un organo che, come il futuro CSCA, si affianchi alla politica, garantendo un servizio efficiente di documentazione e consulenza, affinché i decisori siano in grado di fare delle scelte più efficaci e informate. Durante la campagna elettorale, diverse associazioni ed iniziative si sono rivolte ai partiti per richiamare l’attenzione sul rapporto tra scienza e politica. Sia il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, che il Patto Trasversale per la Scienza hanno inviato una lettera aperta alle forze politiche con l’invito a riconsiderare la centralità della ricerca scientifica, richiedendo programmi all’altezza delle sfide che ci aspettano.

La sottoscrizione dell’accordo, ottenuta da Scienza al voto, segna un primo traguardo per la creazione di un sistema di supporto reciproco, tra scienza e politica, che sia una risorsa, e non una criticità, per lo sviluppo del nostro paese.

Ing. Alessandro Piobbico
Docente e Giornalista scientifico

10° Convegno Assisi nel Vento ‘Salviamo il salvabile’.

Alla Domus Pacis di Assisi, a Santa Maria degli Angeli, nei giorni 29 e 30 settembre 2022 avrà luogo il decimo convegno ‘Assisi nel Vento’ dal titolo

‘SALVIAMO IL SALVABILE’

e sottotitolo: ‘Fede, scienza, ricerca, progetti, arte… vita’.

In linea con i precedenti convegni, saranno trattati temi di fede e di scienza, questa volta con il filo conduttore della logica del ‘Salviamo il Salvabile’.

La logica di non fermarsi, a non disperarsi di fronte a degli eventi che sembrano spegnere ogni speranza, ma di andare avanti comunque con un piano b, con l’istinto di sopravvivenza, con la voglia di proseguire sempre e comunque.

Lo spunto viene da una parabola evangelica quella del fattore infedele che dopo essere stato scoperto nei suoi loschi affari dal suo padrone ed essere stato licenziato, non si perde d’animo ma condona, pur non potendo, i debiti del suo padrone nei confronti dei debitori del suo padrone.

Il fattore infedele scopre, sia pure per necessità ed egoismo, la strada della misericordia e della condivisione possa essere per lui una speranza di sopravvivenza nella nuova situazione difficile che sta vivendo.

Un invito dunque a condividere la spiritualità, le conoscenze scientifiche, i propri progetti e desideri, senza farsi prendere da un disfattismo che le oggettive condizioni di difficoltà che stiamo vivendo per la crisi energetica che segue i due anni di pandemia, la via dell’apertura, della condivisione, dell’incontro a cui la pandemia ci ha un po’ disabituato.

L’ingresso è libero e non necessità di prenotazione.
Info e programma su

Le riprese del convegno saranno visibili sul canale youtube Assisinelvento:
https://www.youtube.com/channel/UCqDmjGzimOrj7X2IJizoyhA

L’escursione sul Monte Subasio prevista per domenica 25 settembre è stata annullata per la concomitanza con le elezioni politiche 2022.

WORKSHOP SCIENTIFICO INTERNAZIONALE IN LINGUA INGLESE
Il convegno segue immediatamente quello organizzato in collaborazione

con l’associazione scientifica no profit inglesa ISCMNS

il WORKSHOP SCIENTIFICO INTERNAZIONALE:

15th International Workshop on Anomalies in HydrogenLoaded Metals

vedi sito: http://www.iscmns.org/work15/

Questi i link alla playlist degli scorsi eventi scientifici internazionali simili

tenutisi alla Domus Pacis nel 2019 e nel 2021 ICCF22 e IWAHLM14.

Per i dettagli organizzativi e le modalità di pagamento vedi

Banquet Mercoledì 28 Settembre ore 19.30
L’evento scientifico si concluderà con la partecipazione con il Banquet

organizzata dall’ Hotel Domus Pacis di Assisi a cui seguirà nella medesima

sala il concerto d’archi dei Talenti D’Arte.

Il quartetto sarò composto da Lucia Di Veroli (Viola), Paolo Mariani (Violoncello), Eleonora Bisaccioni e Antonio Metelli (Violini).

Il programma prevede Vivaldi

(Concerto DO M Rv 110, Concerto SOL M, Olimpiade Vivaldi Overture, Estro armonico n.6 op. 3, Estro armonico n.8 op. 3)

Decimo Convegno Assisi nel Vento ANV10

Il decimo convegno Assisi nel Vento è previsto per Giovedì 29 e Venerdi 30 settembre.

Il titolo del convegno multidisciplinare è: ‘Salviamo il salvabile’.

Sottotitolo: Fede, scienza, ricerca, progetti, arte… vita.

Le due giornate seguiranno il workshop scientifico internazionale IWAHLM15 in lingua inglese alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli (Assisi)

Scienza & Ricerca: il futuro dell’Italia

Sono queste le parole d’ordine del Piano quinquennale 2023-2027 per la Ricerca Pubblica firmato da un gruppo di scienziati di cui molti esponenti della prestigiosa Accademici dei Lincei.

Giovani ricercatori

Il fisico e accademico Ugo Amaldi, il matematico e direttore della Scuola Normale di Pisa, Luigi Ambrosio accademico dei Lincei, il fisico e accademico dei Lincei Luciano Maiani e l’immunologa e docente della Sapienza Angela Santoni hanno infatti diffuso oggi un testo che è il punto di arrivo di un processo iniziato con l’Appello al Governo e al Parlamento del marzo 2021. L’Appello di marzo era stato firmato da Ugo Amaldi, Angela Bracco, Cinzia Caporale, Luisa Cifarelli, Daniela Corda, Paolo De Bernardis, Massimo Inguscio, Massimo Livi-Bacci, Luciano Maiani, Alberto Mantovani, Giorgio Parisi, Alberto Quadrio Curzio, Angela Santoni, Lucia Votano, affinché fossero utilizzati con intelligenza e lungimiranza i fondi del Pnrr. “Grazie alla disponibilità del Governo e del Parlamento, che hanno saputo ascoltare pareri e suggerimenti del mondo scientifico, la ricerca pubblica italiana ha, dopo molti anni, fondi e possibilità di progettare per il medio termine. Ma cosa accadrà a più lungo termine quando nel 2026 i fondi del Pnrr saranno finiti?” si chiedono gli scienziati. Anche per rispondere a questa domanda, nel marzo 2022, ricordano, è stato istituito dal Mur un Tavolo Tecnico per la Ricerca Fondamentale coordinato da Luigi Ambrosio. Nel Rapporto finale – dal titolo Proposte del Tavolo tecnico per la Strategia italiana in tema di ricerca fondamentale – sono formulate proposte concrete per finanziare soltanto progetti scientifici di qualità, aumentare il numero di ricercatori, dando loro sicurezza di futuro e strumentazioni adeguate, e rendere più meritocratici i criteri di assegnazione delle risorse. “Queste proposte sono basate sulle richieste economiche presentate e giustificate nel Piano quinquennale 2023-2027 per la Ricerca Pubblica, che viene ora reso pubblico affinché entri a far parte del dibattito sociale e politico” annunciano Amaldi, Ambrosio, Maiani e Santoni.

Marcia delle 8 porte ad Assisi (2022)

Il Presidente Battistelli e l’Assessore Cavallucci

Con una conferenza stampa, è stata presentata la 9 edizione della Marcia delle 8 porte di Assisi, organizzata dall’ASD Assisi Runners. Si tratta di un percorso cittadino di 7 km, in notturna (si parte alle ore 20) in cui i podisti gareggeranno su di un tracciato che collega tutte e 8 le porte urbiche della città medioevale. Alla presenza dell’Assessore Veronica Cavallucci, delegata allo Sport per il Comune di Assisi, l’atleta Fabio Battistelli, Presidente della squadra podistica organizzatrice ha illustrato il percorso, la logistica, le novità di questa edizione, ricordando e ringraziando il supporto di volontari, sponsor e molte associazioni del territorio.

L’Assessore Cavallucci, oltre a portare il saluto di tutta l’amministrazione, ha ringraziato il Direttivo Assisi Runners per lo sforzo encomiabile nell’organizzare una gara sportiva di grande rilievo.

Organizzata come ogni anno il primo sabato di Settembre, la gara è diventata negli anni un punto di riferimento per appassionati runners di tutta Italia, che ritornano con piacere ad Assisi. Attualmente risultano iscritti circa 100 podisti, me c’è tempo per iscriversi fino a giovedì 1 Settembre sul portale icron.

PROGRAMMA DELLA GARA AGONISTICA E NON COMPETITIVA
SABATO 03/09 – PIAZZA DEL COMUNE – ASSISI
18,00 RITROVO CONCORRENTI, RITIRO PETTORALI E CHIP
19,30 TERMINE ISCRIZIONE SINGOLI ATLETI, PASSEGGIATA IN ROSA
20,00 PARTENZA GARA PODISTICA COMPETITIVA E NON COMPETITVA
21,00 RISTORO FINALE
22,00 PREMIAZIONI

Volantino (link PDF)

L’edizione 2022 del Palio di San Rufino è stato vinto dal Terziere San Francesco

Il Terziere San Francesco al completo

L’edizione XLII del Palio di San Rufino, organizzato come ogni anno l’ultima settimana di Agosto dalla Compagnia dei Balestrieri di Assisi, è stato vinto dal Terziere San Francesco, che grazie ai suoi 13 balestrieri, hanno totalizzato un miglior punteggio complessivo mirando sul bersaglio posto a 36 metri.

Al secondo posto il Terziere San Rufino, mentre terzi classificati il terziere Divine Marie.

Per la gara singola, in cui oltre 40 balestrieri lanciano le loro verrette su di un solo bersaglio (denominato tasso, dall’essenza del legno in cui è fabbricato) ha avuto la meglio il Balestriere Luciano Simonelli (Divine Marie), seguito da Claudio Piermaria (San Francesco) e Fabio Martellini (San Rufino).

Una manifestazione a lustro e vanto della città di Assisi, composta da altre 150 persone, tra balestrieri, corteo storico, gruppo danza, musici, sbandieratori e tamburini, sotto la guida del Presidente della Compagnia Claudio Mancinelli.

Dal 21 e fino al 28 di Agosto, le strade e le piazze di Assisi sono state animate dai mercatini realizzati e allestiti dagli amici della Compagnia dei Balestrieri, con prodotti locali, tessuti, oggettistica di pelle, ecc. Inoltre la sera i ragazzi della Compagnia hanno allietato le piazze piene di turisti con canti e spettacoli di danza con il fuoco.

Il Palio quest’anno è stato dipinto dall’artista Silvia Balducci, mentre il tasso (che verrà dato in dono al Balestriere che lo ha centrato) dall’artista Silvia Fugnoli, entrambe di Assisi.

Fratello terremoto

Francesco, va e ripara la mia casa che,
come vedi, è tutta in rovina.

Con queste parole il Crocifisso esorta Francesco a “ricostruire” la casa di Dio, espressione che subito il poverello di Assisi seguirà alla lettera improvvisandosi dapprima novello muratore e diventando nel tempo infaticabile costruttore di pace. L’episodio ci viene raccontato da san Bonaventura, attraverso la sua Leggenda maior, una delle prime biografie su Francesco che documenta la sua straordinaria vita. Una esortazione – quella del Crocifisso – che verrà presa alla lettera anche a distanza di otto secoli, all’indomani di quel disastroso terremoto del 26 settembre 1997 che ha ferito l’Umbria e le Marche ed ha portato morte e distruzione. Ad Assisi il terremoto ha colpito uno dei maggiori centri d’arte mondiali, un faro per la cristianità occidentale: la Basilica Patriarcale di San Francesco “caput et mater” del francescanesimo. Superato il momento dell’emozione e dello stupore iniziale, a seguito del grande risalto mediatico dell’evento catastrofico, documentato da una ripresa fortuita del crollo delle vele dall’interno; la sfida che si presentava ai frati, ai tecnici, agli studiosi e al mondo intero era quella di recuperare l’intero complesso basilicale, assurto come simbolo di una ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale ed economica di una intera regione ferita dal terremoto. La sfida per il salvataggio dell’intera Basilica è stata vinta – egregiamente – in due anni di intenso lavoro, addirittura con un mese di anticipo rispetto ai tempi previsti, avvenuta con la solenne riapertura il 28 novembre 1999. Una delicata e complessa opera di recupero strutturale oggi visibile e ben documentata da una pregevole pubblicazione dal titolo “Fratello terremoto, Il Salvataggio, il Restauro architettonico e il Consolidamento della Basilica Patriarcale di San Francesco in Assisi”, per i tipi delle Edizioni PRE progetti di Roma a cura dell’arch. Costantino Centroni, Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria (Soprintendente all’epoca del terremoto) e del Prof. arch. Paolo Rocchi, Docente di consolidamento degli edifici storici alla Università di Roma “La Sapienza”. Interessante fin dal titolo in cui il sostantivo maschile “fratello”, associato ad un evento catastrofico come il terremoto, rientra pienamente in quella visione francescana in cui l’essere umano è un tutt’uno con la Natura e della Natura giocoforza fa parte. Attualmente l’esperienza di restauro realizzata ad Assisi attesta il meglio del meglio nel campo del recupero architettonico; attraverso il libro che consta di oltre 460 pagine e delle migliaia di documenti tra verbali, relazioni tecniche, foto e disegni che compongono il prezioso archivio del cantiere, disponiamo oggi di un completo campionario di interventi che in questi due anni hanno impegnato l’intero complesso francescano. Il “modello Assisi” quindi diventa tavolo di confronto/studio e di proposta, per le generazioni future impegnate nel difficile processo di recupero edilizio, in un territorio come quello italiano, depositario di un patrimonio edilizio-monumentale senza eguali. Un lavoro attento che presuppone un restauro scientifico e filologico dell’intero complesso, sulla scorta degli insegnamenti di Cesare Brandi, e dapprima del Boito, che attraverso la Carta del Restauro impongono una lettura a 360° della struttura prima di qualsiasi intervento e quindi una anamnesi ed uno studio ragionato a partire dai materiali, conoscenza delle varie fasi di costruzione nel tempo, dei meccanismi statici delle strutture e del comportamento dinamico a seguito di terremoti o eventi naturali. Ecco quindi che un libro di siffatta maniera diventa testimone di tutte le complesse fasi del recupero programmate fin dall’inizio, attivando la complessa macchina dei soccorsi e approntando le prime opere di messa in sicurezza dell’edificio. Successivamente è seguita una fase di verifica dei danni alle vetrate, ai pilastri, alle murature ed alle volte; un controllo accurato degli intonaci e dei dipinti a cui è seguita la fase degli interventi definitivi con interventi strutturali sulle murature. Sono stati restaurati oltre 5000 metri quadri di affreschi, ricollocate le figure dei santi Rufino e Vittorino ricomposti attraverso un attento esame degli oltre 120000 frammenti che hanno impegnato tecnici e volontari in un immenso puzzle (che purtroppo non dava garanzie di completamento) tanto da coniare l’espressione oramai conosciuta del Cantiere dell’Utopia. Una “utopia concreta” tanto più che da poco è stato ricollocato anche quel che resta delle vela di san Matteo attribuita al Cimabue e gran parte della vela stellata. Una azione corale realizzata grazie al lavoro di quanti tra restauratori, tecnici, progettisti e maestranze che insieme agli enti, alle istituzioni ed alla comunità francescana hanno cooperato in un progetto comune. Vista la complessità e l’importanza di un progetto del genere si è resa necessaria una collaborazione multidisciplinare investendo le migliori competenze del mondo accademico e tecnico-professionale, oltre a richiedere maestranze e ditte altamente qualificate. Per l’occasione sono state adottate scelte progettuali innovative, interventi studiati ad hoc, materiali avveniristici e altamente tecnologici di nuova concezione come tiranti con molle ancorate agli arconi, placche in fibre aramidiche e resine epossidiche, leghe a memoria di forma e malte leganti speciali. Grazie alla partecipazione di tecnici ed ingegneri, e con l’ausilio di appropriati programmi di calcolo è stato possibile capire, in un certo qual modo, il motivo del crollo delle volte superiori gravato dall’accumulo durante i secoli del materiale di scarto che ha provocato un effetto “catino” ampliando le oscillazioni della massa sommitale di materiale sciolto. Si è avuto modo di analizzare l’evento sismico umbro-marchigiano in particolare la scossa delle 11,42 di quel tragico 26 settembre ‘97 che ha recato maggiori danni: il crollo di due porzioni distinte della volta, la prima all’incrocio tra la navata ed il transetto, l’altra in prossimità della facciata principale (ingresso basilica superiore).Un cantiere in fermento per quasi due anni dove tutto è stato registrato e documentato in presa diretta come lo spettacolare intervento dei VV.FF. per “l’ingabbiamento” del timpano sinistro, l’organizzazione e la gestione del cantiere, il gruppo tecnico costretto a lavorare nel sottotetto passando per la passerella attraverso l’occhio del timpano sovrastante il rosone della facciata principale. Il libro non tralascia di certo l’aspetto storico e artistico dell’intera Basilica di San Francesco, anzi propone un interessante percorso per conoscere maggiormente la nascita e la crescita del movimento francescano fino ai giorni nostri oltre a documentare il lettore delle varie fasi costruttive della chiesa, del convento, del salone papale e della piazza inferiore. Un prezioso testimone di ciò che l’uomo moderno ha saputo recuperare e preservare dall’azione di un fratello terremoto.

Recensione dell’ing. Alessandro Piobbico

FRATELLO TERREMOTO
Il Salvataggio, il Restauro architettonico e il Consolidamento
della Basilica Patriarcale di San Francesco in Assisi.

Edizioni PRE progetti
a cura di Costantino Centroni e Paolo Rocchi
Roma – Dicembre 2005
460 pagg. illustrazioni a colori
Senza indicazione prezzo

Soddisfazione per le celebrazioni del centenario francescano

Patto Civico (Assisi Domani e Assisi Civica) esprime immensa soddisfazione per l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del disegno di legge per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Si tratta di un risultato importante e alla vigilia quasi insperato vista la situazione politica e le Camere sciolte per il prossimo voto nazionale.

Si tratta di un risultato storico per la città di Assisi che si avvia a vivere una ricorrenza significativa per la comunità religiosa e per la comunità laica.

È doveroso ringraziare il nostro sindaco Stefania Proietti che con generosità e caparbietà si è impegnata in un’opera di sensibilizzazione presso tutte le forze politiche del Parlamento per riuscire a portare a casa il provvedimento legislativo. Un ringraziamento altrettanto doveroso a tutti i parlamentari che, al di là dell’appartenenza, hanno dimostrato responsabilità politica nell’abbracciare la causa del nostro serafico Santo, nel comprendere che la figura ed i valori di pace e fraternità espressi da San Francesco appartengono al mondo, sono un patrimonio di tutti e che Assisi ha il dovere di custodirli e trasmetterli.

PACE CONVEGNO RAI-COMUNE PER PROMUOVERE IL DIALOGO

Iniziativa internazionale contro le guerre nel mondo. Favorire la partecipazione delle donne ai tavoli decisionali,
 
Lunedì prossimo, 18 luglio, dalle 10 in poi, si svolgerà un incontro promosso dal Comune di Assisi e dalla Rai (Rai Umbria e Rai per la sostenibilità) nella Sala della Conciliazione sul tema della pace e sull’impegno a promuovere il dialogo Inter religioso e interculturale, favorendo la partecipazione delle donne ai tavoli decisionali.
“Assisi è la città che parla al mondo di valori come la pace e l’accoglienza, la fraternità e la solidarietà – ha detto il sindaco Stefania Proietti – e per questo è la sede giusta per ospitare un incontro che si propone di promuovere la risoluzione pacifica dei conflitti attraverso la diplomazia, la cooperazione, il dialogo. Come amministrazione aderiamo con convinzione al progetto Rai “No Women No Panel” per l’equilibrio di genere nel dibattito pubblico e ai tavoli decisionali dove si parla anche di guerra”.
Il programma del convegno prevede due momenti: il primo incentrato sul tema “La partecipazione delle donne ai tavoli strategici e militari può cambiare la storia?”, il secondo sul “ruolo del terzo settore nei processi di pace: movimenti femministi e religiosi, associazioni, pacifisti, ong.
Dopo i saluti istituzionali dei vertici della Rai, del sindaco, della presidente della regione e del custode del Sacro Convento, si succederanno gli interventi di Marina Sereni, viceministra degli Affari Esteri e cooperazione internazionale; Francesca Di Giovanni, Sotto-Segretaria di Stato della Santa Sede, Sezione Rapporti con gli Stati; Grammenos Mastrojeni, segretario generale aggiunto Unione per il Mediterraneo; Alessandro Minuto Rizzo, presidente Nato Defense College Foundation; Serena Giusti, ISPI Senior Associate Research Fellow for the Russia, Caucasus and Central Asia;  Imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini Presidente Coreis, Comunità Religiosa Islamica Italiana; Pastora Gabriela Lio, Federazione Donne Evangeliche in Italia.
La seconda parte del convegno prevede una tavola rotonda a cui parteciperanno
Flavio Lotti, Tavola della Pace; Abbadessa Madre Noemi, Benedettine di Sant’Anna di Bastia Umbra; Letizia De Torre, past president Movimento Politico per l’Unità; Livia Ottolenghi, Giunta Unione Comunità Ebraiche Italiane; Loredana Teodorescu, WIIS  (Women in International Security); Rossella Miccio, presidente Emergency.

Quando la Patria chiama

Copertina del libro scritto da Giancarlo Scoccia e Alessandro Piobbico

(il libro, edito nel 2010 è oramai fuori commercio)

Giancarlo Scoccia: Giornalista di Perugia, corrispondente de “Il Tempo” e Redattore de “La Voce”, per molti anni Direttore Responsabile della Rivista “L’Ingegnere Umbro” edita dall’Ordine degli Ingegneri di Perugia

Alessandro Piobbico: Ingegnere e giornalista, per molti anni Segretario di Redazione e Redattore della Rivista “L’Ingegnere Umbro”